
Il progetto del Tribunale della Pedemontana continua a dividere il Vicentino. Dodici sindaci dell’Alto Vicentino chiedono di restare nella circoscrizione giudiziaria di Vicenza, mentre il deputato leghista Erik Pretto apre al confronto e l’avvocato e consiglier comunale di Vicenza Luca Poncato denuncia i rischi di frammentazione della giustizia provinciale.
Tribunale della Pedemontana, l’Alto Vicentino si mobilita contro la frammentazione giudiziaria
Il progetto del Tribunale della Pedemontana continua a sollevare forti perplessità nell’Alto Vicentino, dove cresce il fronte contrario alla proposta di nuova geografia giudiziaria che porterebbe parte del territorio sotto la futura circoscrizione di Bassano del Grappa.
Dopo la lettera sottoscritta da dodici sindaci dell’area thienese e altovicentina, arrivano ora anche le prese di posizione del deputato vicentino della Lega Erik Pretto e dell’avvocato e consigliere comunale di Vicenza Luca Poncato, che intervengono sul tema con accenti diversi ma riconoscendo entrambi la necessità di un confronto approfondito.
I sindaci di Thiene, Breganze, Caltrano, Carrè, Chiuppano, Fara Vicentino, Lugo di Vicenza, Montecchio Precalcino, Sandrigo, Sarcedo, Zanè e Zugliano hanno infatti espresso ufficialmente la loro contrarietà al progetto, chiedendo di mantenere la collocazione nella circoscrizione di Vicenza anche nell’eventualità di una futura apertura del tribunale bassanese.
Secondo i firmatari, la riapertura del tribunale di Bassano rischierebbe di indebolire la risposta giudiziaria dell’intero Alto Vicentino attraverso una frammentazione delle competenze e delle risorse.
Nel documento i sindaci sottolineano come il progetto sia stato criticato «a livello tecnico da tutti gli operatori della giustizia» e ricordano che oggi il processo telematico riduce sempre più la necessità di spostamenti fisici verso gli uffici giudiziari.
Per gli amministratori locali, la priorità dovrebbe essere garantire una giustizia «celere, efficiente e competente», obiettivo che richiederebbe piuttosto «piante organiche adeguate e concentrazione delle risorse».
I sindaci richiamano inoltre la recente classificazione del Tribunale di Vicenza come sede disagiata da parte del Consiglio Superiore della Magistratura a causa della carenza di personale, giudicando quindi «incomprensibile» un disegno che rischierebbe di drenare ulteriori risorse dagli uffici giudiziari esistenti.
Sul tema è intervenuto il deputato vicentino della Lega Erik Pretto, che ha dichiarato di guardare con attenzione alle preoccupazioni espresse dai territori. «È una richiesta di attenzione che abbiamo il dovere di ascoltare — afferma Pretto — specialmente in forza dei principi autonomistici che da sempre caratterizzano il nostro modo di fare politica e buona amministrazione».
Secondo il parlamentare leghista, l’Alto Vicentino rappresenta «un territorio omogeneo e ben definito, socialmente ed economicamente assai rilevante», motivo per cui il rischio di una divisione tra l’area di Schio, destinata a restare con Vicenza, e quella di Thiene, prevista invece nella circoscrizione bassanese, merita «adeguati approfondimenti».
Pretto annuncia quindi la volontà di incontrare i sindaci firmatari per portare le loro istanze all’attenzione delle Commissioni parlamentari competenti.

Ancora più netta la posizione dell’avvocato cassazionista e consigliere comunale vicentino Luca Poncato, capogruppo della Lista Tosetto. Poncato parla di «segnale forte che arriva direttamente dal territorio» e sottolinea come siano proprio i Comuni destinati a confluire nel nuovo circondario a chiedere esplicitamente di restare con Vicenza.
«Il fatto che siano proprio questi Comuni a dire con chiarezza “vogliamo restare con Vicenza” è un elemento politico e istituzionale che non può essere ignorato», sostiene.
Secondo Poncato, il rischio di indebolimento della giustizia provinciale attraverso una frammentazione delle competenze sarebbe concreto e fondato.
L’avvocato richiama inoltre la necessità di privilegiare qualità, specializzazione ed efficienza del servizio giudiziario rispetto alla sola prossimità geografica degli uffici.
«Nell’epoca del processo telematico — osserva — è sempre meno necessario l’accesso fisico al tribunale anche per i cittadini».
Per questo, prima di pensare alla nascita di nuovi piccoli tribunali, sarebbe prioritario rafforzare organici e risorse negli uffici esistenti, soprattutto alla luce delle difficoltà che stanno interessando il Tribunale di Vicenza.
Poncato auspica infine che venga accolta la richiesta di audizione davanti alla Commissione Giustizia della Camera per consentire ai rappresentanti del territorio di esporre ufficialmente le proprie ragioni.
Il progetto del Tribunale della Pedemontana si conferma così uno dei temi più divisivi nel dibattito istituzionale vicentino, tra chi vede nella riapertura del presidio bassanese un’opportunità di prossimità territoriale e chi teme invece effetti negativi sull’efficienza complessiva della giustizia nel Vicentino.





































