
La Scuola di Marostica Arpalice Cuman Pertile resta al centro dello scontro politico nazionale dopo il progetto educativo sulla rotta balcanica. Chiara Luisetto (PD) e Carlo Cunegato (AVS) difendono docenti e autonomia scolastica contro gli ispettori ministeriali inviati dal governo e contro le accuse della destra.
Scuola di Marostica, il caso politico si allarga tra ispezioni, accuse e solidarietà alle maestre
La Scuola di Marostica Arpalice Cuman Pertile continua a essere al centro di un durissimo scontro politico nazionale dopo il progetto educativo promosso dalla primaria “Arpalice Cuman Pertile” sulla rotta balcanica, l’emigrazione e il tema dell’empatia verso i migranti.
Dopo le polemiche sollevate nei giorni scorsi da esponenti della Lega e di Fratelli d’Italia, con il coinvolgimento diretto del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e l’invio di ispettori ministeriali, arrivano ora le prese di posizione del Partito Democratico e di Alleanza Verdi e Sinistra, che parlano apertamente di attacco politico alla scuola pubblica e alla libertà educativa.

La consigliera regionale del PD Chiara Luisetto definisce «grave» la scelta del Ministero di avviare verifiche ispettive su un’attività che — sottolinea — era stata regolarmente autorizzata dall’istituto e condivisa con le famiglie.
«È una ingerenza inaccettabile nell’autonomia scolastica, che la nostra Costituzione tutela con chiarezza», afferma Luisetto.
Secondo l’esponente democratica, il caso della scuola di Marostica rappresenterebbe ormai una vera e propria strumentalizzazione politica alimentata dalla destra nazionale.
«Non siamo davanti a una discussione nel merito didattico — sostiene — ma a una campagna politica contro una scuola pubblica».
Luisetto critica inoltre le dichiarazioni dell’assessore regionale all’Istruzione, che aveva parlato di un’attività «lesiva», ricordando come percorsi analoghi di educazione civica siano stati promossi da molte scuole venete negli ultimi anni.
La consigliera regionale del PD denuncia anche il clima creatosi attorno all’istituto scolastico.
«Una scuola da sempre punto di riferimento educativo per il territorio è finita nel mirino della propaganda nazionale della destra», osserva.
Secondo Luisetto, il rischio più grave sarebbe quello di colpire direttamente il principio di libertà educativa e autonomia scolastica.
«Se passa il principio che un’attività scolastica possa diventare oggetto di campagne d’odio e ispezioni ministeriali solo perché non piace alla destra, allora viene colpita l’idea stessa di scuola libera».
La consigliera regionale accusa inoltre il governo di spostare l’attenzione su polemiche ideologiche evitando invece di affrontare i problemi concreti della scuola italiana.
«Non si parla di stipendi degli insegnanti, sicurezza degli edifici scolastici, dispersione scolastica o sostegno allo studio — afferma — ma si trova tempo per alimentare odio contro una scuola che fa il proprio dovere».
Ancora più duro e polemico il comunicato diffuso da Carlo Cunegato, presidente del gruppo regionale di Alleanza Verdi e Sinistra.

Nel testo Cunegato attacca frontalmente l’europarlamentare della Lega Anna Cisint, l’eurodeputata Elena Donazzan e il deputato Silvio Giovine, accusandoli di aver trasformato un progetto educativo in una campagna politica basata sull’odio e sulla paura delle differenze.
Secondo Cunegato, le insegnanti della scuola primaria avrebbero invece proposto «uno straordinario esercizio di empatia» accompagnando i bambini a Trieste per comprendere simbolicamente le difficoltà vissute dai migranti lungo la rotta balcanica.
Nel comunicato vengono ricordate anche le attività contestate dalla destra: i bambini bendati e invitati a camminare sui sassi per immedesimarsi simbolicamente nei viaggi affrontati dai migranti.
Per Cunegato si tratta di un’esperienza educativa preziosa, costruita per sviluppare apertura verso l’altro, sensibilità e capacità di comprendere il dolore altrui.
«Grazie mille splendide maestre — scrive il consigliere regionale di AVS — perché c’è chi semina umanità e chi diffonde odio».
Durissime invece le parole rivolte agli esponenti della destra, accusati di avere «anime di stagno» e «spiriti rinsecchiti».
Nel lungo intervento Cunegato ripercorre anche alcune polemiche che in passato hanno coinvolto Cisint, Donazzan e Giovine, collegandole a una visione politica definita intollerante e ostile alle differenze culturali.
L’esponente di AVS parla apertamente di una destra che avrebbe «istituito il reato di umanità» e che reagirebbe con aggressività ogni volta che la scuola affronta temi legati all’inclusione, all’immigrazione o alla solidarietà.
Intanto il caso della Scuola di Marostica continua ad assumere una dimensione nazionale, diventando simbolo di un confronto molto più ampio sul ruolo della scuola pubblica, sui limiti dell’educazione civica e sul rapporto tra insegnamento, temi sociali e intervento della politica.
Sul fronte opposto, Lega e Fratelli d’Italia continuano invece a sostenere la necessità di verificare che nelle scuole non vengano proposte attività considerate ideologiche o orientate politicamente.
Uno scontro che, ben oltre il singolo episodio, sembra ormai destinato a proseguire nelle prossime settimane.






































