
Due progetti che andranno a rafforzare l’offerta di servizi per gli anziani a Vicenza. Da una parte la nuova Rsa di Laghetto, destinata alle persone non autosufficienti, dall’altra il recupero dell’ex pensionato di San Pietro, dove l’Ipab sta valutando la realizzazione di una struttura di cohousing per anziani autosufficienti.
Due interventi differenti, ma inseriti in una strategia più ampia per rispondere alle esigenze della terza età e ampliare i servizi per gli anziani, autosufficienti e non.
Nuova Rsa a Laghetto: 120 posti per anziani non autosufficienti
Il progetto della nuova Rsa a Laghetto ha ricevuto conferma con l’aggiornamento dell’Accordo di programma tra Regione Veneto, Comune di Vicenza e Ipab, formalizzato nella primavera dello scorso anno.
La struttura sarà destinata ad accogliere 120 anziani non autosufficienti e sarà realizzata attraverso un’operazione di project financing. Secondo quanto riferito dalla direttrice generale di Ipab, Annalisa Bergozza, al Giornale di Vicenza, ci sarebbe già un interesse concreto per l’intervento e un’ipotetica apertura fra tre anni.
Confermato anche il finanziamento regionale di 5,3 milioni di euro, che era stato anticipato alla conferenza stampa del 7 marzo 2025 dall’allora assessore regionale alla Sanità Manuela Lanzarin, e destinato alla realizzazione della nuova struttura residenziale.
Ipab, oltre 500 posti nelle strutture residenziali vicentine
La nuova Rsa andrà ad aggiungersi all’attuale rete di servizi dell’Ipab di Vicenza, che comprende 541 posti negli istituti Trento, Salvi e Monte Crocetta, i posti nei centri diurni di Villa Rota Barbieri, Bachelet e Trento, e gli appartamenti della residenza Proti.
L’intervento di Laghetto rappresenta quindi una nuova operazione di rilievo per l’ente assistenziale, che negli ultimi anni ha attraversato una fase di difficoltà economica e che ora è tornato a registrare un utile. Il consiglio di amministrazione, nell’aprile scorso, ha infatti approvato il bilancio di esercizio dell’anno precedente, evidenziando un aumento del fatturato di circa mezzo milione di euro rispetto all’anno precedente.
Ex pensionato di San Pietro, l’ipotesi del cohousing
Parallelamente, l’Ipab guarda al recupero dell’ex pensionato di contra’ San Pietro 70, immobile dismesso da diversi anni e non più a norma: era stato chiuso, infatti, nel 2017 per poter procedere con i lavori di riqualificazione e riconversione, al fine di dare spazio a una residenza per anziani non autosufficienti.

L’orientamento è quello di procedere con la demolizione e la successiva ricostruzione dell’edificio, trasformandolo non in una casa di riposo, ma in una struttura di cohousing per anziani autosufficienti.
L’idea prevede la realizzazione di unità abitative accompagnate da servizi condivisi, che potrebbero comprendere assistenza sanitaria, pasti, manutenzioni e fisioterapia.
Il modello sarebbe quindi rivolto a persone anziane ancora autonome, ma che possono beneficiare della presenza di servizi comuni e di una maggiore dimensione comunitaria.
San Pietro verso una “cittadella della salute”
Il recupero dell’ex pensionato potrebbe inoltre diventare parte di un progetto più ampio. Nell’area di San Pietro sono già presenti l’istituto Trento e il centro diurno omonimo, riaperto a maggio.
L’obiettivo sarebbe dunque quello di creare una vera e propria “cittadella della salute”, concentrando nella stessa area abitazioni e servizi rivolti alla popolazione anziana.
Per l’ex pensionato di San Pietro, però, il progetto non è ancora definitivo. Restano da definire diversi aspetti, tra cui la capienza della futura struttura e, cosa più importante, le risorse economiche necessarie.
Il recupero dell’immobile rappresenta comunque un’ipotesi concreta per dare una nuova funzione a uno spazio inutilizzato da anni.
Anche il sindaco di Vicenza, Giacomo Possamai, ha indicato il recupero dell’ex pensionato tra gli interventi sui quali l’amministrazione sta lavorando insieme all’Ipab: “L’obiettivo è quello di riuscire a recuperare l’immobile abbandonato mantenendo una vocazione per gli anziani. Non potrà essere una casa riposo, perché stiamo andando avanti con Laghetto”, ha spiegato.
Due progetti per rispondere alla necessità di servizi per gli anziani
Laghetto e San Pietro rappresentano quindi due interventi con finalità differenti: la nuova Rsa sarà destinata agli anziani non autosufficienti, mentre il cohousing dovrebbe rivolgersi alle persone ancora autonome che necessitano soprattutto di servizi e di una soluzione abitativa adeguata.
“Se poi si passa dalle parole ai fatti in breve tempo sarebbe buona cosa per far fronte alla questione demografica dell’aumento del numero degli anziani; per di più questi anziani sono sempre di più alle prese con i problemi legati alla non autosufficienza, impegnative di residenzialità – che permettono alla famiglia di pagare una retta convenzionata ridotta in una RSA -, mancanza di OSS, un numero insufficiente di infermieri, e l’aumento costante delle rette a carico degli anziani e loro famiglie” commenta Giovanni Rolando, presidente di Ipab Vicenza dal 2010 al 2014.

“A livello regionale veneto servirebbe finalmente mettere mano alla riforma del sistema Rsa e IPAB attesa da decenni” chiosa Rolando.
Quello della sostenibilità delle rette e dell’assistenza agli anziani è un tema ormai all’ordine del giorno e che tocca da vicino la quasi totalità delle famiglie, visto anche l’aumento dell’età demografica. A Verona, è già scoppiato il caso delle rette nelle Rsa per i malati di Alzheimer: secondo una sentenza della Cassazione del maggio scorso, infatti, dovrebbero essere pagate dall’Ulss e quindi dalla Regione.
In attesa che si attui una riforma delle RSA e di maggiori dettagli sui due progetti per Vicenza, possiamo dire che, se portati a compimento, potrebbero ampliare e diversificare l’offerta dell’Ipab, affiancando alla residenzialità tradizionale nelle strutture anche nuove formule abitative e assistenziali per una popolazione sempre più anziana e con esigenze sempre più diversificate.






































