TAV TAC e monitoraggio ambientale: tutt’altro che buona la “temperatura sociale” vicentina verso l’opera

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Cantiere Tav Tac terzo lotto av ac
Cantiere Tav Tac

La documentazione inerente al monitoraggio ambientale di un progetto o opera di rilevante interesse pubblico deve essere pubblica (leggi nota in fondo*), al fine di garantire il dovere di trasparenza e diffusione delle informazioni. Anche di quelle che alla cittadinanza, tutto sommato, non si vorrebbe far sentire.

Monitoraggio ambientale TAV: la temperatura sociale non è buona

Per la costruzione del 2° lotto della linea ferroviaria “AV/AC Verona-Padova” – a tutti nota come TAV – che interessa profondamente la città di Vicenza, la documentazione viene aggiornata periodicamente e resa pubblica attraverso il portale delle procedure VIA-VAS del Ministero dell’Ambiente: basta cercare su Google “portale VIA VAS”; aprire il primo link proposto; nella casella “codice procedura” scrivere 10638; nell’elenco procedure cercare quella con lo stesso numero, cliccare per aprirla e visualizzare i documenti che interessano. Per caso la procedura vi sembra contorta? Ebbene, lo è (In nota, se volete far prima, trovate il link diretto alla pagina interessata).[3]

Il monitoraggio ambientale viene effettuato prima, durante e dopo la costruzione dell’opera e analizza tutti quegli ambiti (denominati “matrici ambientali”) che nella Valutazione di Impatto Ambientale dell’opera vengono indicati come meritevoli di essere oggetto del monitoraggio stesso: atmosfera, flora e fauna, acque superficiali e sotterranee, paesaggio, rumore, vibrazioni…

Potrebbe dunque stupire di ritrovare nel novero dei documenti del Monitoraggio anche una relazione sullo stato del cosiddetto “ambiente sociale” che viene interessato dalla TAV. In realtà questa presenza deriva da una accezione del termine “ambiente” più ampia, che non si preoccupa solo di preservare le matrici ambientali per eccellenza, ma anche di “tutelare il territorio e la popolazione residente dalle possibili modificazioni che la costruzione dell’opera ed il successivo esercizio possono comportare” anche a livello sociale[4]: lo scarso gradimento dell’opera a livello sociale, dunque, viene  considerato una conseguenza negativa, a cui porre prontamente dei correttivi, proprio come l’inquinamento dell’acqua e dell’aria o l’eccessivo rumore.

Il monitoraggio dell’”ambiente sociale” viene effettuato in due fasi: la prima si chiama “desk research” e comprende l’analisi dei media e la mappatura degli stakeholder (stampa, associazioni di categoria, istituzioni pubbliche, blog) e la raccolta e archiviazione documentale di reclami ed eventuali azioni correttive messe in atto; la seconda è definita “field research” e consiste nello svolgimento di visite in cui vengono effettuate ed analizzate interviste a stakeholder selezionati[5].

L’obbiettivo è quello di monitorare la “temperatura sociale” dell’opera[6] in modo (supponiamo noi) di arrivare in tempo con i palliativi se questa temperatura dovesse salire troppo.

Nel documento sono elencati esplicitamente i media monitorati: una testata nazionale (Il Fatto Quotidiano); una testata locale (Giornale di Vicenza); alcune altre testate locali e nazionali non certificate dall’Accertamento Diffusione Stampa (Domani, L’Indipendente, RAI News, Corriere del Veneto, La Voce dei Berici, TVIWEB-Vicenza Online Television, Businessmobility, Gruppo Tv7, Il Punto News, VEZ, Vicenza Today, ViPiù); alcuni blog (Global Project, I boschi che resistono, Menti in fuga, Seize the time)[7].

La prima sorpresa arriva dai numeri degli articoli presi in esame (si veda la tabella 1): nel 2025, fatta eccezione per i 52 articoli del Giornale di Vicenza, tutte le altre fonti presentano meno di 10 articoli ciascuna (N.B. gli estensori del monitoraggio hanno indicato in solo 5 gli articoli di ViPiu.it, non propriamente entusiasta della TAV così come viene ora realizzata, mentre, invece, sono ben 28 ma, ci diranno, che avranno cercato con “chiavi” diverse…).

Sul fonte opposto, ad esempio, dal blog “I boschi che resistono” è stato analizzato un solo articolo.  Se si pensa che il GdV è di proprietà delle categorie produttive locali e tiene un atteggiamento piuttosto “TAV-entusiasta”, potremmo pensare che già questo dato potrebbe aver falsato l’indagine. Vedremo tra poco che in realtà i risultati vanno in tutt’altro senso.

Tabella 1 Media e Monitoraggio Ambientale
Tabella 1 Media e Monitoraggio Ambientale

Per categorizzare la “temperatura sociale” degli articoli presi in esame, gli analisti hanno individuato una serie di 15 “aree di appartenenza” che li caratterizzano (“lotta senza compromessi”; “uno spiraglio di dialogo”; “il limbo dell’insicurezza”; “raccontare l’opera” e altre) che poi vengono raggruppate in quattro diversi atteggiamenti nei confronti dell’opera (Negativo, Neutro/negativo, Positivo o semplicemente Neutro).[8]

Al termine di questa complessa analisi, i risultati del monitoraggio dell’ambiente sociale vicentino nei confronti della TAV (si veda tabella 2 dove AO sta per Ante Operam, prima dell’opera, e CO 2025 si riferisce all’opera in corso) parrebbero essere non proprio incoraggianti; infatti, nel confronto tra la fase pre-opera (fino al 2024) e quella esaminata da questo report (2025)

l’atteggiamento meramente “informativo” passa dal 39,27% al 23,66%;

l’atteggiamento “negativo” dal 13,12% al 32,72%;

l’atteggiamento “neutro/negativo” dal 14,07% al 17,25%;

l’atteggiamento “positivo” dal 24,06% al 19,35%;

l’atteggiamento “trasversale” dal 9,47% al 7,01%.

Tabella 2 Media e Monitoraggio Ambientale
Tabella 2 Media e Monitoraggio Ambientale

Ebbene sì: la “temperatura sociale” vicentina verso la TAV è tutt’altro che buona, e soprattutto è in peggioramento rispetto al periodo in cui i lavori non erano ancora partiti. E questo nonostante il gran lavoro della principale testata locale – ma non solo di quella – che propina ai propri (scarsi?) lettori, con cadenza regolare, i colorati rendering proposti da RFI, indorando proprio quella pillola che dovrebbe abbassare la “temperatura” sociale nei confronti dell’opera.

Non stupisca il fatto che se la percezione di un’opera risulta negativa, non si pensa a modificare l’opera, ma piuttosto a modificare la percezione che quell’opera genera presso la cittadinanza: una volta la chiamavano “propaganda”, ma “azione correttiva” suona forse un po’ meglio. Staremo molto attenti, quest’anno, a stigmatizzare queste “azioni correttive” volte a riportare la “temperatura” a livelli di sicurezza.

Viene da chiedersi, in conclusione (sconsolatamente) quanti dei nostri concittadini sono oggi in grado di comprendere tutto questo lavorio comunicativo – che include questo stesso articolo che avete appena letto – che prova a far pendere il “sentiment” verso una Grande Opera da una parte piuttosto che da un’altra; posso immaginare chi non compra il GdV, non segue i blog dei NO-TAV, e magari si alza la mattina alle sei per andare a sudarsi un misero stipendio, quale “sentiment” abbia verso una infrastruttura ferroviaria che probabilmente non userà mai: verosimilmente, non glie ne frega nulla.

Canestro "solitario" nel parcheggio dietro Via Rossi, ai Ferrovieri, in via di demolizione per sottopasso TAV
Canestro “solitario” nel parcheggio dietro Via Rossi, ai Ferrovieri, in via di demolizione per sottopasso TAV

Forse, al di là di ogni ricerca, per capire la temperatura sociale vicentina basta questa foto scattata pochi giorni fa nel parcheggio dietro Via Rossi, ai Ferrovieri (che verrà demolito per costruire un sottopasso): questo piccolo canestro appeso a un segnale stradale dice, molto più di mille ricerche, quali sono i bisogni del nostro “ambiente sociale”.

Ma siamo degli inguaribili ottimisti: siamo sicuri che chi ci governa un giorno ne terrà conto.


*Nota su Monitoraggio ambientale

All’interno del D.L.n° 152 del 3 aprile 2006 (noto come Testo Unico dell’Ambiente), viene data una precisa definizione del “Monitoraggio Ambientale” di un progetto o opera di rilevante interesse pubblico: “L’autorità competente (…) verifica l’ottemperanza delle condizioni ambientali (…) al fine di identificare tempestivamente gli impatti ambientali significativi e negativi imprevisti e di adottare le opportune misure correttive. Per tali attività, l’autorità competente può avvalersi, tramite appositi protocolli d’intesa, del Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente (…), dell’Istituto superiore di sanità (…), ovvero di altri soggetti pubblici (…). Per il supporto alle medesime attività, nel caso di progetti di competenza statale particolarmente rilevanti per natura, complessità, ubicazione e dimensioni delle opere o degli interventi, l’autorità competente può istituire, sentito il proponente e con oneri a carico di quest’ultimo, appositi osservatori ambientali finalizzati a garantire la trasparenza e la diffusione delle informazioni concernenti le verifiche di ottemperanza, che operano secondo le modalità definite da uno o più decreti del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (…)[1].

E ancora: “Per la verifica dell’ottemperanza delle condizioni ambientali, il proponente (…) trasmette in formato elettronico all’autorità competente, o al soggetto eventualmente individuato per la verifica, la documentazione contenente gli elementi necessari alla verifica dell’ottemperanza (…)”[2].


[1]Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 “Norme in materia ambientale”; Parte seconda, Titolo II, art, 28, comma 2;

[2]Ibidem, comma 3;

[3]https://va.mite.gov.it/it-IT/Oggetti/Documentazione/33/15956

[4]“LINEA AV/AC VERONA – PADOVA – (…) – MONITORAGGIO AMBIENTALE – REPORT ANNUALE CO 2025 – COMPONENTE AMBIENTE SOCIALE”, pagina 2; scaricabile dal link alla nota n°3.

[5]Ibidem, pag. 5.

[6]Ibidem, pag. 7.

[7]Ibidem, pagg. 8-9.

[8]Ibidem, pag. 12 e segg.