TPL, dibattito in Consiglio comunale sulla questione doppio senso bus a San Felice. Colombara e minoranze: “Serviva un confronto aperto con dati alla mano”

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svt San Felice

Non si placa il dibattito sul doppio senso di marcia degli autobus in Corso San Felice, già pienamente contrastato da residenti e commercianti. Il progetto, lo ricordiamo, è quello di aprire alla doppia direzione di marcia per gli autobus il tratto del Corso che va dalla rotatoria di Viale Milano fino a Piazzale De Gasperi, ritenuto “funzionale alla pedonalizzazione” di quest’ultimo, a sua volta legato alla riqualificazione di Viale Roma. Le modifiche rappresentano una “fase intermedia” di sperimentazione prima dell’arrivo del BRT (nel 2029), per eliminare i veicoli privati e gli autobus da Porta Castello, fatto che implica un ridisegno della rete TPL.

La tematica, portata in Consiglio comunale ieri sera, ha visto un contrasto della Giunta, non solo dalla minoranza, ma anche da un esponente della maggioranza, il Consigliere comunale Raffaele Colombara.

La questione Corso San Felice in Consiglio comunale

La discussione in Consiglio comunale è stata avviata a partire dalla “Richiesta di dibattito a carattere non deliberativo” presentata il 18 maggio 2026 dal consigliere Marco Zocca (FI), ed avente ad oggetto: “Nuovo progetto doppio senso bus tratto San Felice – Viale Roma e vecchio progetto Piazza De Gasperi”. Zocca ha esordito ricordando come, in fase di campagna elettorale, il candidato sindaco Giacomo Possamai ebbe delle critiche in merito al progetto di Piazzale De Gasperi approvato dalla Giunta uscente del sindaco Francesco Rucco; “dopo l’elezione, Possamai fermò il progetto per ulteriori verifiche, andando infine ad approvare il progetto Rucco” dichiara Zocca.

Già lo scorso maggio, dopo un incontro con il sindaco Possamai e l’assessore Spiller, il raggruppamento di residenti e commercianti aveva chiesto di rendere immediatamente disponibili tutti gli atti, i pareri, gli studi e le valutazioni tecniche poste a fondamento della scelta: “Il Comitato ritiene inaccettabile che un quartiere venga trasformato in questo modo senza una documentazione chiara, senza un confronto tecnico reale e senza una risposta formale alle istanze presentate”. A chiedere nuovamente di rendere pubblici gli studi che hanno portato a queste scelte è stato il consigliere Nicolò Naclerio (FDI).

Il focus sul TPL da parte di Colombara, una questione aperta

A fargli eco – andando “contro” alla propria posizione di maggioranza, il consigliere Raffaele Colombara che ha lamentato la mancanza di un confronto serio e pubblico, con dati e analisi alla mano. Lo scorso anno Colombara aveva richiesto la valutazione di fare passare il BRT per viale Milano come via alternativa; ipotesi che, probabilmente, non è stata valutata. “I tre anni passati a decidere dal 2023 potevano essere usati meglio, per esempio per costruire un processo partecipativo. La stessa assemblea pubblica del maggio scorso è arrivata a scelta ormai compiuta”.

Il consigliere lamenta inoltre di chiedere a SVT – società partecipata al 65,34% dalla Provincia e al 34,66% dal Comune – i dati sul trasporto pubblico da oltre un anno, senza riscontro alle proprie richieste, anche per quanto riguarda le carenze del trasporto scolastico. E guardando al passato ricorda come nel 2010, assieme ad altri consiglieri, si sia fatto promotore di una riduzione del traffico veicolare su Corso San Felice, portando all’eliminazione del transito dei bus delle linee extraurbane. “Sono preoccupazioni non nuove quelle di residenti e commercianti […]. Io non critico il BRT e non sto dicendo che la soluzione scelta sia sbagliata in assoluto, sto dicendo che non è stata dimostrata  come la migliore dal punto di vista urbano complessivo”  tuona Colombara.

Anche gli esponenti della minoranza lamentano una mancanza di condivisione con i cittadini e il Consiglio comunale del nuovo progetto di modifica dell’attuale TPL locale, oltre al fatto che il doppio senso degli autobus implicherebbe inquinamento acustico, impatto sull’ambiente, eliminazione della pista ciclabile e dei parcheggi che vanno a servire i negozi di prossimità. Il consigliere Stefano Notarangelo (Impegno per Vicenza) ha infine chiesto la sospensione della fase si sperimentazione, rimandando le valutazioni sulle migliori strategie viabilistiche al 2029, e utilizzando il tempo per riqualificare Corso San Felice.

Una mancanza di valutazione urbanistico-sociale e di condivisione con i cittadini in una delle vie più caratteristiche per quanto riguarda il commercio di vicinato.

Una cosa è certa: qualsiasi decisione venga presa, il cambiamento climatico e i cambiamenti sociali richiedono che le città siano ripensate e ridisegnate, a favore di una mobilità più sostenibile. Per fare ciò, è necessario che tutti noi modifichiamo le nostre abitudini.

Come affermato dall’architetto Francesco Di Bella, nell’articolo pubblicato su VicenzaPiù Viva n. 309 di giugno 2026,- che offriva una visione lucida del TPL a Vicenza, e più in generale nelle città del Veneto-: “A noi cittadini è richiesta una cosa più banale, ma forse più difficile. Lavoriamo un po’ su noi stessi, vinciamo la nostra pigrizia, le nostre paure indotte, le nostre cattive abitudini; proviamo a lasciare a casa l’auto per muoverci a piedi, in bici o in autobus, anche se questo comporta un discomfort apparente: gli effetti sulla qualità urbana, sul commercio, sull’ambiente dipendono molto anche dai nostri comportamenti”.