
Le nuove linee guida regionali per le Destination Management Organization (DMO) del Veneto sono state presentate dal vicepresidente e assessore regionale al Turismo Lucas Pavanetto nel corso di due appuntamenti svoltisi a Vicenza e Asiago. Al centro del nuovo modello organizzativo vi sono governance multilivello, collaborazione tra enti pubblici e operatori economici, utilizzo dei dati per supportare le decisioni e sviluppo di prodotti turistici integrati.
Nel corso dell’incontro a Vicenza, Pavanetto ha evidenziato come il territorio vicentino rappresenti una delle realtà turistiche più articolate della regione, grazie alla presenza di attrattive molto diverse tra loro, dal patrimonio palladiano riconosciuto dall’UNESCO all’Altopiano dei Sette Comuni, passando per Recoaro, le Piccole Dolomiti, il turismo culturale, l’outdoor e il cicloturismo.
“Una straordinaria ricchezza che costituisce una grande opportunità ma che pone anche importanti sfide organizzative”, ha spiegato l’assessore, sottolineando la necessità di sviluppare strumenti comuni e modalità di lavoro coordinate tra i diversi attori del territorio.
Il ruolo della Consulta del Turismo vicentina
Particolare attenzione è stata dedicata alla Consulta del Turismo, organismo nato con il coinvolgimento delle tre DMO del territorio e promosso dalla Camera di Commercio e dalla Provincia di Vicenza con il sostegno della Regione Veneto e di Unioncamere del Veneto.
Secondo Pavanetto, si tratta di un esempio concreto di governance multilivello, modello che le nuove linee guida regionali individuano come elemento strategico per il futuro delle destinazioni turistiche.
Una governance di secondo livello
L’obiettivo indicato dalla Regione è la costruzione di una governance territoriale di secondo livello, capace di garantire continuità strategica, maggiore capacità operativa e una rappresentanza unitaria nei confronti dei mercati, delle istituzioni e degli investitori.
“La sfida è costruire un modello capace di valorizzare la pluralità delle destinazioni senza rinunciare alla capacità di fare sistema”, ha affermato il vicepresidente regionale.
Asiago e l’esempio della Fondazione per il Turismo
Nel secondo appuntamento della giornata, ad Asiago, Pavanetto ha posto l’attenzione sull’esperienza dell’Altopiano dei Sette Comuni, indicato come una delle destinazioni più riconoscibili del turismo veneto grazie al patrimonio ambientale, alla cultura cimbra, alla rete delle malghe, alla memoria della Grande Guerra e all’offerta legata all’outdoor e all’enogastronomia.
La Fondazione Turismo Asiago 7 Comuni
L’assessore ha inoltre richiamato il percorso che ha portato alla nascita della Fondazione per il Turismo Asiago 7 Comuni, definendola il risultato di una collaborazione tra amministrazioni comunali, categorie economiche e operatori del territorio.
Secondo Pavanetto, la Fondazione rappresenta uno strumento stabile di governance e un passaggio fondamentale nel processo di crescita della destinazione turistica. Anche in questo caso, ha concluso, resta centrale il coordinamento tra le tre OGD e il futuro approdo a un soggetto di secondo livello in grado di guidare lo sviluppo turistico dell’area in maniera condivisa.


































