Inizia il 13 ottobre la XIX legislatura con nove parlamentari paracadutati dal Veneto a Roma

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Paracadutati su Roma (foto da ParacadutismoRoma - FB)
Paracadutati su Roma (foto da ParacadutismoRoma - FB)

Le elezioni che hanno portato alla XIX legislatura della repubblica italiana sono state caratterizzate da una elevata astensione, complice anche una legge elettorale inqualificabile che porta l’elettore a essere un mero ratificatore delle scelte dei partiti (o meglio di questo o di quel leader, di questo o di quel cerchio magico) e gli stessi parlamentari ad essere dei “nominati” e non degli “eletti” e spesso, per giunta, “paracadutati”.

Una legge elettorale che, ricordiamolo bene, è stata votata con l’obiettivo di avvelenare i pozzi prima dell’arrivo dei Cinque stelle, ma che, strada facendo, è andata bene un po’ a tutti, perché ai “capi” di tutti i partiti (nessuno escluso) fa comodo collocare nei collegi sicuri i propri fedelissimi.

Vediamo un po’ cosa è successo nel nostro Veneto, Terra dove quasi cinque anni fa c’è stata una massiccia adesione al referendum per l’autonomia; autonomia vuol dire anche possibilità di scegliere i propri rappresentanti al parlamento romano, ma anche questa volta non è andata così; i veneti hanno eletto, spesso in maniera inconsapevole, personaggi sconosciuti, alla faccia del rapporto elettore-eletto, alla faccia del parlamentare del territorio, alla faccia del concetto “vedo, pago e voto”

Ecco allora la figura dei paracadutati, candidati che arrivano chissà da dove e che vengono eletti, grazie a una legge indecente, contando sulla buonafede del suddito-elettore che ignora dove va a finire il proprio voto.

Iniziamo dalla nuova Camera dei deputati che, come il Senato, apre i battenti con gli eletti:

FdI: Urzì Alessandro di Bolzano/Bozen, Filini Francesco di Roma

Pd : Fassino Pietro e Letta Enrico, non hanno bisogno di presentazioni …

Azione: Valentina Grippo, consigliere comunale di Roma, e Elena Bonetti, mantovana, docente all’Università di Milano

Al Senato troviamo altri paracadutati: Adolfo Urso, eletto nelle liste di Fratelli d’Italia, Beatrice Lorenzin (Partito Democratico) e la bolognese  Anna Maria Bernini (Forza Italia), tutti e tre volti noti della politica italiana, e che sicuramente saranno più attenti a seguire le indicazioni dei propri capi partito piuttosto che portare le sollecitazioni del territorio veneto nella sempre più lontana e ostile Roma.

Per la verità anche la Lega aveva il suo bel paracadutato, lo spezzino Lorenzo Viviani, deputato uscente e candidato alla camera, ma hanno sbagliato i conti.

In totale sono ben nove i parlamentari paracadutati eletti nel Veneto, un numero che dovrebbe far sorgere qualche domanda soprattutto agli iscritti, ai dirigenti veneti dei partiti italiani: ma nella nostra Terra non c’era proprio nessuno che poteva meritare un ruolo così ambito?

Meditate, veneti, meditate … l’Italia non solo continua a rapinare il Veneto dei frutti del proprio sudore, non solo rappresenta una vera e propria palla al piede per il nostro sistema economico,  ma trova anche il modo di ridurre la rappresentanza veneta …”no taxation without representation” (niente tasse senza rappresentanza) dicevano le colonie americane all’Inghilterra alla fine del settecento;  dalla colonia veneta non vedo, per il momento, segnali di ribellione …