Valdagno, Punto nascita verso chiusura. Territorio insorge. Rucco: “Va salvato”. Regione cerca interlocuzione

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Ospedale San Lorenzo di Valdagno

La Regione Veneto ha recentemente preso atto della soppressione del Punto nascita dell’Ospedale San Lorenzo di Valdagno, decisa a livello nazionale, e fatto sapere di valutare la possibilità di chiederne il mantenimento.

Una circostanza, quella della chiusura, che diventerà effettiva a dicembre 2026, che scuote ulteriormente il mondo della sanità vicentina, già alle prese con problematiche relative alla carenza di personale e ai conti delle Ulss.

Mentre le amministrazioni comunali del territorio si sono dette pronte a dare battaglia per preservare il servizio, interviene anche la politica.

Il vicepresidente del consiglio della Regione Veneto, il vicentino Francesco Rucco, ha commentato oggi la vicenda, chiarendo preliminarmente che la possibile chiusura dei Punti nascita sotto la soglia dei 500 parti all’anno è dettata “dall’applicazione di regole nazionali introdotte in una stagione politica diversa” da quella attuale. “Proprio perché conosciamo il quadro normativo e tecnico – ha aggiunto –, credo sia necessario lavorare da subito per evitare che il territorio subisca passivamente questa prospettiva”.

Dopo aver riconosciuto la validità del Punto nascita di Valdagno e la necessità di agire per salvarlo, Rucco annuncia che “nei prossimi giorni incontrerò personalmente i Sindaci del territorio e mi confronterò con l’Ulss 8 Berica per approfondire ogni aspetto del dossier. Il mio obiettivo è raccogliere le istanze delle comunità locali e portarle nelle sedi opportune, perché si possa arrivare a una valutazione differente. Credo che questo presidio debba continuare a esserci, naturalmente dentro un percorso che garantisca sicurezza, qualità dell’assistenza e sostenibilità”.

Rucco, ha poi chiarito che per mantenere il servizio sul territorio sono necessarie politiche di sostegno alla natalità.

Oltre a Valdagno, il provvedimento, in Veneto, riguarda anche i punti nascita degli ospedali di Adria, Castelfranco, e Portogruaro. Il direttore generale per la sanità regionale, Giancarlo Ruscitti, ha fatto sapere che “instaurerà una interlocuzione con il ministero per esplorare la possibilità di ottenere un’ulteriore deroga, per tutti o alcuni punti nascita interessati”.