Dl Ucraina, governo chiede voto di fiducia in Senato

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(Adnkronos) – Al termine della discussione generale sul dl Ucraina, il ministro per i rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, è intervenuto in Aula del Senato, per comunicare che il governo intende chiedere il voto di fiducia sul provvedimento, in scadenza il prossimo 10 marzo e già approvato con la fiducia da Montecitorio.  "A nome del governo, pongo la questione di fiducia sull'articolo unico del decreto legge", ha detto Ciriani. Il voto si terrà domani mattina, a partire dalle ore 10, con le dichiarazioni di voto.   "L'Ucraina ha il diritto di difendersi, ma deve esser chiaro che l'Italia non è in guerra con nessuno. Da qui nasce il nostro desiderio di evitare le forniture militari per quanto è possibile". Questo quanto ha detto intanto il senatore della Lega, Claudio Borghi, intervenendo in discussione generale al Senato. "E' un conflitto che non è il nostro", aggiunge.   "Non bisogna essere ipocriti: la rimozione della parola militare dal titolo del decreto non è degno di un governo politico. Si parla di armamenti ed è inutile nascondersi dietro una parolina. Un’autorizzazione che non si fa a cuor leggero per chi crede nella forza della cooperazione e della diplomazia, ma lo dobbiamo al coraggio del popolo ucraino che ha deciso di difendere la propria dignità e integrità territoriale, pagando con la vita di tanti suoi cittadini", le parole del senatore del Pd Graziano Delrio intervenendo in aula nel corso del dibattito. "A Kiev dobbiamo pieno sostegno economico, militare e diplomatico – ha aggiunto – anche promuovendo in maniera netta la sua adesione all’Ue che è l’unico spazio sicuro e di pari dignità per ogni popolo. Allo stesso tempo l’Italia deve riaffermare che non ci può essere un negoziato senza che al tavolo non sieda anche l’Ucraina e senza il coinvolgimento dell’Europa". "Ma il sostegno non basta – ha concluso Delrio – L’Italia spinga l’Europa verso quello che deve essere: non solo un mercato unico ma una potenza vera, con strategie di politica estera e difesa comuni, superando le regole dell’unanimità. Serve un’Italia che anima nuovo patriottismo europeo, solo così potrà continuare ad essere protagonista".  
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