VicenzaPiù Viva e (i suoi primi) 20 anni tra sfide, impegno e cultura. Il ricordo di Coviello: «Ci avevano detto ‘non durerete 3 numeri’»

Collaboratori, lettori e i quattro sindaci di questi 20 anni hanno rivissuto come il giornale indipendente ha resistito nel tempo, aspettando altri ...decenni di informazione sincera e dedizione alla città

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zanini coviello presentazione VicenzaPiù Viva 20 anni
Giovanni Coviello con Federica Zanini presentano VicenzaPiù, che con il numero di febbraio 2026 ha raggiunto i vent'anni di vita

La presentazione del numero di febbraio 2026 del periodico VicenzaPiù Viva (in edicola e online con L’altra Vicenza in omaggio) è stata anche l’occasione di celebrare il ventennale della rivista, che ha visto la luce il 25 febbraio del 2006 (clicca qui). Per l’occasione il direttore Giovanni Coviello, fondatore, editore e anima della pubblicazione, ha invitato e accolto nella saletta meeting del Bar Minerva i collaboratori e gli amici. ma anche tutti i sindaci che si sono avvicendati nei quattro lustri di vita del giornale: Achille Variati, Enrico Hüllweck, Francesco Rucco e Giacomo Possamai, con quest’ultimo che, impossibilitato a partecipare, si è fatto rappresentare dall’attuale vicesindaca Isabella Sala, tra l’altro collega giornalista.

Vent’anni di storia recente vicentina sotto lo stesso tetto, quattro figure istituzionali di cui Coviello ha tenuto a sostenere: “Anche se non sempre siamo andati d’accordo sulle loro decisioni, ma è compito della stampa “dissentire” o approvare ma non certo adulare, riconosco a tutti e quattro i sindaci di Vicenza con cui ho interagito in questi vent’anni una profonda onestà personale.”

Tra i presenti “politici” si notavano anche (ci scusino quelli di cui non ci ricordiamo ora) Federico Formisano, Luca Fantò, Gianluca Capristo, Giovanni Glorioso, Andrea Pellizzari, Nicolò Sterle, Enrico Zogli…; tra i cittadini che si fanno sentire nei comitati e nelle associazioni, civiche o culturali, spiccavano Rossella Menegato, Giovanni Rolando, Lucio Zaltron, Fiorenzo Donadello, Giancarlo Albera, Giovanni Marangoni… Tutti “benedetti”, dall’alto di Monte Berico, da padre Gino Alberto Faccioli.

Un giornale nato per caso

Coviello durante la presentazione

Coviello ha raccontato, sollecitato dalle domande della giornalista Federica Zanini, che di Vicenza Più Viva è una delle colonne portanti, la genesi di una rivista nata quasi per caso, orgogliosamente “sopravvissuta” nel tempo a mille ostacoli anche perché sempre più riconosciuta quale voce autorevole e indipendente della stampa vicentina. “A dimostrazione – ha chiosato il direttore – che è sempre possibile fare giornalismo indipendente. È più difficile, ci vuole resilienza, per usare una parola di moda oggi, ma si può fare”.

Steve Jobs a Roma nel 1984 e Giovanni Coviello, il terzo in prima fila da destra
Steve Jobs a Roma nel 1984 e Giovanni Coviello, il terzo in prima fila da destra

Coviello non nasce giornalista e a dire il vero non nasce nemmeno vicentino: ingegnere multiforme, arrivato prima in provincia poi in città dalla capitale, ha portato a Vicenza, anche, la grande pallavolo femminile. La sua prima creatura di carta stampata, dopo gli house organ della sua precedente attività da imprenditore leader nel mondo dei personal computer (“Ho imparato tanto nella comunicazione e nella creatività da Steve Jobs”, ha detto), è stato “Pallavolley” un giornale sulla pallavolo fondato quando, da presidente del Vicenza Volley doc e vice presidente della lega di Serie A femminile, voleva sopperire con una formula innovativa alla mancanza di un organo di stampa dedicato.

VicenzaPiù nasce, quindi, poco dopo, a inizio 2006, sulle ceneri de “La Cronaca di Vicenza”, periodico inserito in un progetto che riguardava tutte le città del Veneto ma che all’ombra dei Berici, in cui si annunciava come vicino all’Amministrazione di allora, era partito con il piede sbagliato criticando proprio il portavoce del sindaco addirittura sul suo numero 1 (tanti gli aneddoti raccontati ieri ma molti altri ci saranno nella biografia che ha promesso, minacciato?, di scrivere).

Coviello, uomo di iniziative, intuisce che a Vicenza c’era comunque spazio per una testata possibilmente diversa e così vede la luce VicenzaPiù, che, dopo qualche mese di test come, appunto, La Cronaca di Vicenza, col cui editore aveva fatto un accordo di transizione, arriva in edicola con la sua testata e come  poi giornale indipendente il 25 febbraio 2006, venti anni fa, appunto.

A proposito di aneddoti, Coviello ha raccontato anche la previsione non proprio beneaugurante di un collega, molto navigato e meglio “attrezzato” nel mondo dell’informazione locale, che dopo avergli consigliato, comunque, di scrivere di politica ma di stare lontano dagli interessi economici, gli aveva pronosticato  ‘Non durerete tre numeri’. “Siamo arrivati a 305… venti anni dopo”, ha osservato il direttore ieri sera…

Un giornale che va oltre

Subito distintosi per l’andare oltre la notizia, per la cura nell’approfondire, per il non accontentarsi mai di una sola versione dei fatti, VicenzaPiù non ha avuto un cammino tra i più semplici: tra articoli e approfondimenti scomodi, vendette trasversali, visite della guardia di finanza al club di volley nel cui alveo era nato, attacchi personali che hanno avuto come conseguenza – oltre alla sofferenza personale del direttore – la sparizione di Vicenza dalla Pallavolo che conta, il giornale ha navigato tra più tempeste.

Sospesa nel dicembre 2015 la pubblicazione cartacea del periodico, ma iniziando a pubblicare libri, e concentrandosi sull’on line, questo non ha impedito a VicenzaPiù di essere sempre il primo media locale, se non l’unico, a segnalare le magagne grosse: dai rottami ferrosi sotto la A31, al problema della concia ad Arzignano, ai guai della Fondazione Roi collegato al crac, raccontato e documentatamente previsto anni prima del suo verificarsi, della Banca Popolare Vicentina, per il quale è stato la testata di riferimento per i risparmiatori che hanno perso tutto e per gli inquirenti ma anche per i giornalisti che, in gran parte col senno del poi, se ne sono occupati successivamente. E subendo per i suoi alert un certo numero di… processi per aver denunciato il vero, così come per altre inchieste mediatiche, spesso senza l’attesa attenzione degli altri media e, triste dirlo, degli organi preposti.

Ma anche in tempi più recenti, VicenzaPiù è stato il primo a lanciare l’allarme GPS, l’azienda che avrebbe dovuto gestire i parcheggi in centro storico. “Non è che mi diverto a dare queste notizie – ha chiarito – ma mi stupisco dei colleghi che non le raccontano. Come mi faccio le domande io, dovrebbero farsele anche tutti gli altri.”

Il ritorno nel 2023

Ma la testata on line, per quanto affiancata da altre fondate nel frattempo e per quanto abbia un gran numero di utenti, di lettori e di contatti (attualmente è il mezzo on line non appartenente a gruppi con la più alta domain autorithy del Veneto) non era però abbastanza per il volitivo direttore che, superato anche il diluvio della tempesta giudiziaria della pallavolo, chiusa nel 2021 con l’archiviazione di ogni accusa (nel frattempo Vicenza ha perso un tesoro sportivo costruito con pazienza, ma questa, ha assicurato Coviello, è un’altra storia da raccontare… nella biografia), ha deciso di tornare in edicola nel 2023. Veste grafica di prestigio e un “viva” aggiunto al titolo: VicenzaPiù Viva perché è vivo il giornale, sono vitali i suoi collaboratori e si spera che diventi più vivace anche la città, che a furia di specchiarsi nel ruolo di bella addormentata spreca ogni energia e sciupa le occasioni di risvegliarsi. Raccontati i vent’anni, Coviello ha concluso il suo intervento presentando appunto il numero in edicola.

Le Basi Usa in copertina

VicenzaPiù Viva n. 305 , febbraio 2026 copertina
VicenzaPiù Viva n. 305 , febbraio 2026 copertina

In copertina, il tema delle basi americane che, vista l’intenzione del disimpegno militare Usa in Europa annunciata da Trump, sono ipoteticamente ma credibilmente destinate ad essere via via abbandonate. A Vicenza ce ne sono due: che fare se (quando?) uno di questi spazi sarà lasciato libero? Sull’argomento, oltre alla presentazione del problema con la richiesta di idee sul loro utilizzo futuribile e futuro (è attiva la mail palladiosenzabasi@decidevicenza.it con il dominio che è un augurio: Decide Vicenza), sul quale non è prematuro riflettere, anche un articolo su come alcuni paesi europei hanno già affrontato il disimpegno Usa gestendo gli spazi rimasti vuoti.

Altri argomenti, l’Intelligenza artificiale, in generale e anche nel locale, con un servizio sulle aziende vicentine all’avanguardia nell’applicazione, il referendum sulla riforma della Giustizia, con una spiegazione della nuova Legge, un articolo di Salvatore Borghese relativo ai sondaggi sulle intenzioni di voto e interviste ai sostenitori del No, del Sì e del “Ni”; un viaggio nel mondo delle compagnie aeree vicentine, altra peculiarità provinciale che rischia l’oblio, un servizio sull’emergenza casa in Veneto, che il neo presidente di Regione Alberto Stefani sembra aver preso sul serio, l’intervista ad un’operatrice del Telefono Amico, che ha spiegato come si svolge la sua attività e come, spesso, la cosa più difficile da fare e la prima da imparare sia stare in silenzio.

Indice VicenzaPiù Viva n. 305, febbraio 2026
Indice VicenzaPiù Viva n. 305, febbraio 2026

Spazio poi, in vista anche dell’8 marzo, ad alcune donne speciali, come Carla e le figlie Marzia e Monica Pendini, che con la gioielleria Salvatori portano il bello a Vicenza, oltre ad avere aperto un nuovo punto vendita, in controtendenza con un centro storico dove i negozi tendono a chiudere, e un testo di padre Gino Alberto Faccioli sulla Madonna di Monte Berico di cui in questo 2026 si celebra l’Anno Giubilare Mariano e della Rinascita, a 600 anni dalla prima apparizione della Vergine a donna Vincenza Pasini. Spazio anche ai libri, sia con un articolo di consigli per chi desidera pubblicare uno scritto, sia con diverse presentazioni di libri in uscita, compresi di tre editi da L’Altra Stampa “Vicenza un luogo centrale”, “Spiritualità verde” e “Discesa a Malebolge”, ma anche pubblicazioni di altri autori vicentini o che scrivono di Vicenza.

L’altra Vicenza, musica, arte, stranieri biancorossi e ricette

Federica Zanini con il soprano Ilaria Gusella

La parte più “leggera” della rivista, ribattezzata “L’altra Vicenza”, ad oggi ancora inserita nella foliazione di VicenzaPiù Viva ma destinata a diventare una pubblicazione a sé stante, dedica una bella intervista al soprano Ilaria Gusella, poi racconta del Coro Amici della Montagna, del Centro Culturale Andrea Palladio, nato per iniziativa di Massimiliano Rossato per far riscoprire ai vicentini i tesori architettonici e storici della loro città, del Vicenza Calcio, con un articolo sui 118 stranieri che si sono avvicendati in maglia biancorossa e, come di consueto, con la ricetta del riciclo frutto della creatività da bongustaia di Federica Zanini.

Insomma, un giornale ricco che ha festeggiato i suoi primi vent’anni e che punta a celebrarne almeno altri venti.

Indice L'altra Vicenza n. 9, febbraio 2026
Indice L’altra Vicenza n. 9, febbraio 2026

Come l’arca di Noè

Massimiliano Rossato con il direttore Coviello

Oltre al direttore Coviello, hanno preso la parola anche due protagonisti delle interviste, Ilaria Gusella e Massimiliano Rossato, grati per l’attenzione ricevuta ed entusiasti di una rivista che dà spazio alla cultura vicentina. Al termine, per un breve saluto, sono intervenuti anche i rappresentanti istituzionali, che hanno sottolineato il valore di una rivista curata, che cerca davvero di informare le persone e che non ha connotazioni politiche.

Un giornale che mette tutti d’accordo, non perché è accomodante ma perché si impegna ad essere sincero. Forse è questo il segreto dei primi vent’anni di VicenzaPiù Viva, un giornale che è come l’arca di Noè: costruito da un “dilettante”, ha navigato meglio di tanti giornali iniziati da professionisti e che hanno resistito per poche stagioni…