Aree di salvaguardia della risorsa idrica approvate: altro freno al progetto Silva nel Vicentino

738
silva aree salvaguardia vicentino impianto montecchio precalcino Ricorso Silva

La Commissione tecnica regionale ha approvato questa mattina lo studio sulle aree di salvaguardia della risorsa idrica relative al territorio interessato dal progetto di ampliamento del sito di gestione rifiuti a Montecchio Precalcino, nel Vicentino, presentato da Silva, società controllata dal Gruppo Ecoeridiana.

Ora, la Giunta regionale è chiamata ad adottare formale delibera.

L’elaborato – lo ricordiamo -, lo scorso 13 marzo, ha incassato il parere negativo della Conferenza dei servizi in Provincia di Vicenza. Il privato, a seguito del diniego, valutava la possibilità di ricorrere contro la decisione.

Insieme al tema della salute, quello delle aree di salvaguardia dell’acqua è stato il fulcro tecnico e politico dell’opposizione all’impianto messa in piedi e portata avanti dal Comitato Tuteliamo la Salute.

Le aree di salvaguardia sono perimetrazioni volte a proteggere le captazioni di acqua potabile da possibili contaminazioni. Il progetto Silva riguarda l’area ex Safond Martini, già tristemente nota alle cronache ambientali del Vicentino, e ricadente nell’area dei comuni di Montecchio Precalcino, Dueville e Villaverla. Ovvero, una zona ad elevata vulnerabilità idrogeologica, situata sopra il sistema di falde che alimenta gli acquedotti di Vicenza e Padova, servendo oltre 300.000 utenti.

La notizia è stata commentata con toni entusiastici da alcuni consiglieri regionali del centrosinistra che, nel corso dei mesi, hanno via via affiancato la battaglia dei cittadini.

Carlo Cunegato, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale, ha detto: “Siamo giunti a un passaggio che speriamo disinneschi definitivamente le velleità del progetto Silva. Ora attendiamo che la Giunta regionale adotti senza indugi la delibera formale”.

Il consigliere vicentino rilancia: dopo il risultato dell’approvazione delle aree di salvaguardia, “la prossima sfida sarà nella Commissione congiunta Sanità e Ambiente prevista il 23 aprile, che abbiamo fortemente voluto e che finalmente, dopo le nostre continue richieste, sarà convocata. Lì – ha aggiunto Cunegato – dovremo affrontare il tema del monitoraggio e del controllo dei 28 siti nel Vicentino dove, spesso in aree non impermeabilizzate, giacciono tre milioni di metri cubi di materiali di scavo provenienti dalla Pedemontana e contaminati da PFAS“.

I consigliere regionali del Partito democratico, Chiara Luisetto, Antonio Marco Dalla Pozza e Andrea Micalizzi hanno detto: “Il principio di precauzione non è un ostacolo allo sviluppo, è una garanzia di tutela e salute per i cittadini. Il percorso, seppur giunto a un passaggio decisivo – ribadiscono i consiglieri – dopo numerose interrogazioni e con l’approvazione unanime della mozione proposta dal Pd, si concluderà solo con l’approvazione formale della delibera di Giunta”.