
“Sto girando molte case di riposo in Veneto, verificando purtroppo che la situazione è tragica”. Lo sostiene Carlo Cunegato, presidente del Gruppo Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale.
Nel corso delle visite, il politico vicentino ha rilevato problemi soprattutto di natura economica: “Le strutture spesso non riescono più a far quadrare i conti“.
Tra famiglie e anziani che hanno difficoltà a sostenere il costo delle rette il rischio è che “un diritto per tutti diventi un privilegio per i pochi più ricchi“, afferma Cunegato.
Veneto, costi in aumento per la Case di Riposo
“Ieri – specifica Cunegato – abbiamo ascoltato l’ennesimo grido di dolore del presidente di Uripa, Roberto Volpe, che prevede un ennesimo aumento delle rette per il 2027, dai 3,5 euro ai 5 al giorno. Cinque euro al giorno significa un ulteriore aumento per le famiglie di 150 euro al mese e di 1800 euro l’anno”.
Le risposte della politica sono giudicate insufficienti: “La proposta dell’assessora regionale al Sociale del Veneto, Paola Roma – prosegue il consigliere regionale – è, ancora una volta, non solo insufficiente, ma profondamente inadeguata. Parla della ‘monetizzazione integrale dell’energia elettrica che i produttori idroelettrici sono obbligati a fornire gratuitamente alla Regione’: se ne parla da anni, dai tempi dell’ex assessore regionale all’Ambiente Gianpaolo Bottacin, ma le risorse sarebbero in ogni caso infinitesimali rispetto a quanto serve”.
L’attacco a Zaia e Lanzarin
Proseguendo, Cunegato tira in ballo il precedente governo regionale: se l’assessore attuale alla sanità del Veneto parla della necessità di razionalizzare le spese, allora “non si accorge che questo è un vero e proprio attacco a Zaia, all’ex assessora Lanzarin e ai gestori – la deduzione di Cunegato -: significa ammettere che non lo hanno fatto.
Non credo – aggiunge -, tuttavia, che sia possibile una razionalizzazione, diventata una formula magica che serve per comprare tempo e nascondere la propria inerzia. Infatti, il 70-75% della retta giornaliera viene dal costo del personale. Giustamente c’è stato il rinnovo contrattuale, che noi abbiamo invocato, ma questo significa un aumento di spesa del 4-5%. Solo qui, su una spesa ipotetica a paziente di 110 euro, se il personale incide per 80 euro, vorrebbe dire 18 euro in più al giorno. Le spese delle utenze incidono per il 10% e dopo la guerra insensata di Trump le bollette sono aumentate dal 20 al 30%. Poi c’è il cambiamento climatico: una estate come questa ha fatto balzare in alto le bollette per l’aria condizionata. Chiediamo, retoricamente, all’assessora Roma cosa pensa di poter razionalizzare di queste spese”.
Cunegato: “Anziani i più penalizzati”
“Siamo vicini anche alle associazioni dei diritti degli anziani – afferma ancora l’esponente di Alleanza Verdi e Sinistra -. Con questi aumenti rischiamo di lasciare soli gli anziani e le loro famiglie, che non possono più permettersi questi costi. Non possiamo nemmeno pensare che un cinquantenne consumi i risparmi di una vita, destinati magari ad aiutare i figli, perché il pubblico e la politica non sono più in grado di fornire dei servizi.
Le soluzioni, al di là delle chiacchiere, sono solo due. Rendere progressiva l’addizionale Irpef, come nella proposta che abbiamo fatto nell’ultimo bilancio e che la destra ha bocciato: avrebbe garantito 3000 impegnative in più. Poi il governo deve aumentare la spesa nella sanità pubblica. Sosteniamo la proposta di legge della Cgil che invita a una spesa minima del 7,5%. È solo una scelta politica, visto che il governo ha aumentato e aumenterà nei prossimi due anni la spesa per la difesa di 30 miliardi annui nella parte corrente. Il sistema sta crollando, bisogna investire molto di più e nel più breve tempo possibile. Senza risorse aggiuntive la situazione sarà sempre più drammatica”, conclude Cunegato.




































