San Felice, giunta Possamai conferma “doppio senso”. Comitato cittadino insorge

335
Cristiano SPiller San Felice
Cristiano Spiller, assessore ai Lavori pubblici e alla mobilità del Comune di Vicenza

È  scontro aperto tra Comune di Vicenza e il Comitato San Felice dopo la decisione dell’ente di confermare il “doppio senso” in Corso Santi Felice e Fortunato, una delle principali arterie stradali e commerciali della città, appena fuori dal centro storico.

L’amministrazione ha deciso di confermare il doppio senso di marcia per gli autobus  ritenuto “funzionale alla pedonalizzazione di piazzale De Gasperi, naturale completamento della riqualificazione avviata in viale Roma, e alla messa in esercizio della linea rossa del BRT”, ovvero il Bus Rapid Transit. La decisione è stata comunicata al Comitato San Felice, da sempre contrario a questa soluzione, nel corso di un incontro, ieri sera, tra il sindaco Giacomo Possamai e l’assessore alla Mobilità Cristiano Spiller.

“In questi mesi abbiamo approfondito le richieste giunte dai comitati e dalle associazioni di categoria – ha sintetizzato l’assessore Spiller – ma abbiamo verificato che non era possibile modificare il percorso del BRT già stabilito dal progetto definitivo dell’alta velocità alta capacità ferroviaria”.

I rappresentanti del governo cittadino hanno parlato di modifiche necessarie e di interventi utili alla “qualità urbana del centro storico”. Inoltre, hanno sostenuto che eliminando il passaggio dei veicoli attraverso Porta Castello e rimodulando il percorso delle linee del trasporto pubblico, si ridurranno “i bus in transito nella zona senza però penalizzare il servizio urbano”.

Tra le modifiche, 30 posti auto che saranno tolti dal Corso per essere dislocati nelle vie attigue. Altri 20 posti auto saranno invece ricavati tra piazzale Giusti e via Battaglione Monte Berico attraverso una una risistemazione degli stalli, considerati i tempi necessari per la realizzazione dell’intervento. I lavori di riqualificazione partiranno a metà giugno, al termine dell’anno scolastico.

Per quanto riguarda le operazioni di carico e scarico delle merci lungo corso Santi Felice e Fortunato, l’amministrazione si è impegnata a garantire adeguati spazi di sosta e a strutturare servizi dedicati, in collaborazione con Veloce, servizio di distribuzione merci dedicato al centro storico e alla zona a traffico limitato (ZTL).

Inoltre, “all’incrocio tra corso Santi Felice e Fortunato e piazzale Giusti potrà infine essere valutato l’inserimento di una nuova fermata degli autobus, qualora ritenuta utile anche dai commercianti della zona”, è stato detto.

Accorgimenti, tutti questi, definiti da Possamai e Spiller come “interventi migliorativi” frutto della “fase di dialogo con il Comitato”.

Infine, per quanto riguarda la proposta del Comitato San Felice di realizzare una rotatoria davanti al Giardino Salvi per consentire l’inversione degli autobus è stato affermato che “è stata ritenuta non praticabile, sia per il vincolo monumentale evidenziato dalla Soprintendenza, sia per l’impatto negativo che avrebbe avuto sulla continuità tra il centro storico e corso Santi Felice e Fortunato, oltre che per l’allungamento dei tempi di percorrenza del trasporto pubblico. Infine, una modifica del tracciato della linea BRT rossa risulterebbe in contrasto con il progetto definitivo già approvato e con il relativo protocollo d’intesa sottoscritto tra RFI e il Comune di Vicenza”.

Comitato San Felice sul piede di guerra: “Pronti a portare la questione nelle competenti sedi amministrative e giudiziarie”

La decisione dell’amministrazione comunale è stata “incassata” con sgomento dal Comitato San Felice che rende noto che, tutto valutato, “resta integralmente ferma ed efficace la diffida e formale messa in mora già notificata al Comune. La mancata risposta, la mancata ostensione degli atti richiesti e l’eventuale prosecuzione dell’iter in assenza di una compiuta istruttoria potranno essere valutate nelle competenti sedi amministrative e giudiziarie, anche ai fini dell’accertamento di eventuali profili di illegittimità e responsabilità. In mancanza, il Comitato valuterà ogni iniziativa utile nelle sedi competenti, amministrative e giudiziarie, a tutela di residenti, proprietari, commercianti e operatori economici della zona“.

Già, perché la principale lagnanza dei cittadini è che il Comune non ha messo a loro disposizione tutti gli atti ufficiali del progetto, dati, studi e valutazioni verificabili chiesti tramite domande di accesso agli atti all’ente. “il Comune conferma una scelta già assunta, senza avere fornito al Comitato la documentazione tecnica richiesta e senza avere dimostrato l’esistenza di una vera istruttoria comparativa”, fa sapere il Comitato San Felice.

Per i cittadini, che hanno anche raccolto 1200 firme per chiedere la rivalutazione del progetto, non ci sarebbe stata reale trasparenza da Possamai e i suoi, ma solo generiche rassicurazioni e una percezione di “fastidio” verso le loro osservazioni.

Sull’eliminazione della pista ciclabile, i residenti del quartiere hanno le idee chiare: “Biciclette e monopattini – affermano – finiranno per utilizzare i marciapiedi, creando disagio e pericolo per pedoni, anziani, bambini, residenti e clienti delle attività  commerciali”.

San Felice – spiegano ancora – è stabilmente sopra il limite dei 35 giorni/anno per il PM10: “Prima di caricare ulteriormente di autobus, doppio senso e futuro metrobus il quartiere, il Comune avrebbe dovuto partire da un dato elementare: secondo ARPAV, nel 2024 San Felice è stata la stazione vicentina con il maggior numero di superamenti PM10. Procedere senza uno studio specifico su emissioni, traffico e dispersione degli inquinanti significa ignorare un problema ambientale già documentato”.

In merito al carico e scarico merci i commercianti del quartiere si dicono delusi per il fatto che non è stato tenuto in considerazione il disagio arrecato dal non aver più una sosta nelle immediate vicinanze e ricordato che il “servizio Veloce”, non è una misura di mitigazione ma un servizio a pagamento.

“Il Comitato ritiene inaccettabile che un quartiere venga trasformato in questo modo senza una documentazione chiara, senza un confronto tecnico reale e senza una risposta formale alle istanze presentate”. Il Comitato San Felice, in conclusione chiede “di sospendere ogni decisione attuativa sul tratto interessato e di rendere immediatamente disponibili tutti gli atti, i pareri, gli studi e le valutazioni tecniche richiamate o comunque poste a fondamento della scelta”.