Comitato Tuteliamo la Salute, lettera aperta a pubblico e privato: “Progetto Silva non porta né salute né benessere”

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Progetto silva montecchio precalcino
Il Comitato Tuteliamo la salute

Una riflessione a 360 gradi sul progetto per l’ampliamento del sito a Montecchio Precalcino di Silva, un deposito di rifiuti, anche pericolosi, un impianto di sterilizzazione di rifiuti sanitari infettivi e un impianto per trattare le sabbie da fonderia, da parte di Comitato Tuteliamo la Salute.

Una lettera aperta che gli attivisti indirizzano al mondo dell’economia, della politica, del diritto, agli Enti: insomma a tutti gli attori, pubblici e privati “che dovrebbero tutelare noi e le nostre vite” affermano, chiedendo consapevolezza e cura, “un impegno radicale al risveglio che potrebbe essere terapeutico, per tutti”.

CTLS parte da una ricognizione storica che, a qualche giorno di distanza dal ricorso presentato al Tar del Veneto dal privato tiene in considerazione il diniego dell’autorizzazione della Conferenza dei Servizi provinciale, considerato ampiamente un momento fondante per la lotta ecologica del Vicentino.

“Chiediamo – scrivono i cittadini – di guardare al presente, non a ciò che potrebbe essere o sarebbe potuto essere. Il nostro maggio-giugno 2026 è diverso dal luglio 2024, data di presentazione del nuovo progetto di Silva Srl. A luglio 2024 non c’era l’attuale diffusa consapevolezza della preziosità e fragilità della nostra acqua (nel quinto mese dell’anno siamo già in crisi idrica), della nostra terra ferita e della nostra aria ammalata. Non si era a conoscenza, in provincia di Vicenza, delle circa trenta cave piene di rocce di scavo contenenti PFBA.

Non possiamo essere schiavi di idee passate, di realtà che sono cambiate. Non possiamo rimanere imprigionati da progetti passati. Ragionamenti e sofismi distorti creano sofferenza, individuale e collettiva. Ma attenzione: la consapevolezza non si può corrompere.

Questo progetto – prosegue il Comitato – porta energia positiva alla Comunità? Porta benessere condiviso? Tanti hanno detto di no. Tutti, salvo Ecoeridania e Assofond. Tutti gli altri hanno affermato, con decisione e rigore scientifico, che questo progetto non porta né salute né benessere. La democrazia è ascoltare e onorare la voce delle persone. E in più di 6000 persone hanno detto no, si sono informate e si sono allineate.

CTLS insiste sul concetto di consapevolezza: “Se si sente che qualcosa non è etico, non si deve farlo. Punto. Se ciò che è stato fatto è un pasticcio, si può tornare indietro. È giunto il tempo in cui tutti devono prendersi le responsabilità per curare gli uomini e il mondo. Il dire un no definitivo ad un progetto sproporzionato, irragionevole ed incauto può essere un’opportunità. Se non si comincia a pronunciare dei NO di fronte a tanta miopia ed avidità, solo Dio saprà cosa accadrà a questa Terra veneta, già troppo martoriata.

La Società – conclude il Comitato Tuteliamo la Salute –, e soprattutto i giovani, hanno bisogno di questo, per iniziare a cambiare un mondo malato. Potrebbe essere terapeutico, per tutti. Risvegliamoci”.