
La seconda edizione del bando Sport e cultura per l’inclusione di Fondazione Cariverona sosterrà 13 progetti nel Vicentino con un contributo complessivo di 650mila euro.
“Un investimento – spiega la Fondazione – che porta risorse dentro campi sportivi, teatri, scuole, parchi, laboratori, quartieri e piccoli comuni: non per aggiungere semplici attività, ma per rafforzare reti educative capaci di accompagnare bambine, bambini e ragazzi tra i 6 e i 18 anni, con particolare attenzione a chi incontra più ostacoli nell’accesso alle opportunità”.
Sport nel Vicentino, il bando Sport e cultura per l’inclusione di Fondazione Cariverona
Un campo sportivo, un teatro, una scuola, un parco, una barca. Luoghi ed esperienze che, se abitati nel modo giusto, possono diventare straordinari per crescere. Accade anche nel Vicentino che società sportive, istituti scolastici, cooperative sociali, realtà culturali, spazi verdi e reti di comunità possono trasformarsi in occasioni educative concrete.
È lì che bambine, bambini e adolescenti imparano a stare con gli altri, a riconoscere le proprie capacità, a scoprire talenti, a immaginare possibilità nuove. In un tempo in cui crescere significa attraversare cambiamenti rapidi e opportunità non sempre uguali per tutti, sport e cultura possono diventare molto più che attività del tempo libero: possono essere spazi vivi di educazione, fiducia e partecipazione.
“Quando parliamo di giovani, troppo spesso partiamo da ciò che manca: ascolto, spazi, occasioni, fiducia – sottolinea Bruno Giordano, presidente di Fondazione Cariverona -. Con questo bando vogliamo invece partire da ciò che possiamo costruire. Abbiamo scelto di sostenere progetti che trasformano lo sport e la cultura in esperienze educative vere, dove un allenatore, un tutor, un educatore, un operatore culturale possono diventare adulti significativi. Perché ragazze e ragazzi non crescono solo quando imparano una disciplina: crescono quando qualcuno li guarda, li accompagna, chiede loro di provarci e fa capire che il loro posto nella comunità esiste davvero”.
La risposta del territorio vicentino conferma un bisogno diffuso e concreto: costruire occasioni in cui crescere insieme. I progetti selezionati mostrano una comunità che sceglie di lavorare sulle alleanze: tra Comuni e associazioni, scuole e società sportive, cooperative sociali e realtà culturali, servizi educativi, imprese, famiglie e istituzioni socio-sanitarie. Dal capoluogo all’Alto Vicentino, da Bassano del Grappa all’area berica, emerge una mappa di interventi che prova a rendere più vicine e accessibili le opportunità per i più giovani.
Dentro questa mappa emergono alcuni filoni comuni, che danno il senso dell’intervento. Il primo riguarda la trasformazione di luoghi quotidiani in presìdi educativi di comunità. Con P.A.S.S.I. – Percorsi di Accompagnamento Sportivo e Sociale per l’Inclusione, Torri di Quartesolo lavorerà sullo sport come strumento di accompagnamento, relazione e partecipazione. In città, Ognuno a modo suo userà teatro, danza e pratiche corporee per rafforzare inclusione, ascolto e benessere nei contesti educativi. Con La forma dell’acqua, il territorio sperimenterà nuove pratiche di pedagogia dell’acqua, dove corpo, relazione e apprendimento diventano strumenti di inclusione.
Il secondo filone riguarda gli adulti che stanno accanto ai ragazzi. Molti progetti non si limitano a coinvolgere bambine, bambini e adolescenti, ma investono su allenatori, educatori, tutor, insegnanti e operatori culturali, perché ogni esperienza possa diventare davvero educativa. A Bassano del Grappa, Fallo! FormAzioni educative punta a rafforzare le competenze delle società sportive, affiancando allenatori ed educatori nella lettura del disagio giovanile, delle fragilità e dei rischi di isolamento. Sempre nel Bassanese, LABito fa Comunità intreccia laboratori sportivi, pratiche espressive, equità di genere e racconto della diversità, investendo anche sulla crescita delle figure educative. Con Vaiana 2.0, la vela diventerà esperienza educativa per adolescenti vulnerabili, combinando natura, responsabilità, lavoro di squadra e coinvolgimento delle famiglie.
Un terzo elemento ricorrente è l’accesso alle opportunità per chi rischia di restare ai margini: ragazze e ragazzi con background migratorio, adolescenti che vivono in aree più periferiche, minori con disabilità o fragilità, giovani attraversati da ostacoli economici, sociali o familiari. Nell’Alto Vicentino, Hack the Gap intreccerà laboratori STEAM, attività sportive e cultura per superare barriere economiche, linguistiche e territoriali, con un’attenzione particolare al protagonismo femminile. It’s a Match! Oltre le (dis)abilità metterà al centro l’incontro, la relazione e il superamento delle barriere che ancora limitano la piena partecipazione dei giovani con disabilità. Corpi in movimento lavorerà su sport e pratiche creative per combattere gli stereotipi di genere e aprire nuovi spazi di partecipazione.
Il quarto filone è forse il più generativo: rendere i ragazzi non solo destinatari, ma protagonisti. BociaLig Academy, tra Sossano, Val Liona e Zovencedo, valorizza uno sport sociale nato dal basso, ideato dai giovani per i giovani, con tornei inclusivi, squadre miste e percorsi di tutoraggio tra pari. S.M.A.C.K. – Sport Musica Arte Comunità Koinè unirà linguaggi sportivi, musicali e artistici per creare occasioni di espressione e appartenenza. Professionale Culturale porterà pratiche artistiche e culturali dentro percorsi capaci di avvicinare i giovani ai linguaggi della creatività, della partecipazione e della cittadinanza. Fuori Classe porterà sport, cultura e comunità in azione dentro un percorso capace di valorizzare partecipazione, responsabilità e talenti.
Il filo che unisce le iniziative è chiaro: sport e cultura come occasioni per scoprire capacità, costruire relazioni e sentirsi parte di una comunità. “Investire sui giovani significa assumersi una responsabilità precisa: costruire territori capaci di crescere insieme a loro”, aggiunge Giordano. “Un territorio è attrattivo quando offre ai ragazzi non solo servizi, ma possibilità reali: luoghi da vivere, adulti preparati, relazioni buone, esperienze in cui mettersi alla prova. Sport e cultura servono a questo: aiutano a riconoscere i propri talenti, a sentirsi parte di una comunità e a trasformare anche le fragilità in percorsi di autonomia e partecipazione”.
Con questa nuova edizione, Fondazione Cariverona conferma una scelta concreta: sostenere le nuove generazioni creando condizioni perché ciascuno possa accedere a esperienze educative di qualità, sentirsi parte attiva del proprio territorio e immaginare il futuro non come qualcosa da attendere, ma da costruire insieme.




































