Caccia in Veneto, il TAR regionale sospende parte del calendario venatorio 2026/27

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Caccia Veneto
Nella foto fornita da LEGA ABOLIZIONE CACCIA un'esemplare di allodola

Nuovo stop del Tribunale amministrativo regionale alla disciplina della caccia in Veneto. Con un’ordinanza cautelare pubblicata oggi, sabato 11 luglio, i giudici del TAR hanno disposto la sospensione parziale del calendario venatorio per la stagione 2026/2027, accogliendo in parte il ricorso presentato da alcune associazioni animaliste e ambientaliste (Lega Abolizione Caccia, LAV, LIPU, ENPA, LNDC patrocinate dall’avv. Claudio Linzola), contro le deroghe previste dalla Regione.

Il provvedimento riguarda, in particolare, le cosiddette “macro-deroghe” che avrebbero consentito ai cacciatori di superare il limite dei tre giorni settimanali di attività venatoria nei confronti di alcune specie di avifauna migratoria.

Calendario venatorio: cosa cambia dopo la decisione del TAR per la caccia in Veneto

La sospensione interessa la provincia di Vicenza per quanto riguarda tordo bottaccio, tordo sassello, cesena e merlo, mentre su tutto il territorio regionale riguarda l’allodola.

Secondo quanto stabilito dal TAR, viene meno la possibilità di cacciare queste specie per più di tre giorni alla settimana nei mesi di ottobre e novembre 2026, in attesa della decisione definitiva sul ricorso per la caccia in Veneto.

L’udienza pubblica è stata fissata per il 26 novembre, quando saranno affrontate anche altre questioni, tra cui l’impiego di cartucce con munizionamento al piombo, la congruità del parere del Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Nazionale e la validità degli studi scientifici predisposti dalla Regione Veneto.

Lega Abolizione Caccia

Prosegue il forte impegno del mondo ambientalista nella tutela della biodiversità e dell’avifauna migratrice, “oggi più che mai minacciate dalle ipotesi di deregulation attualmente all’esame della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, attraverso la proposta di legge n. 2984 cosiddetta sparatutto.

Zanoni: “Salvate migliaia di allodole e tordi”

A commentare la decisione anche Andrea Zanoni, coordinatore dell’Osservatorio Diritti Animali di Europa Verde, che definisce il provvedimento una vittoria per la tutela della fauna selvatica cacciata in Veneto.

“È una splendida notizia per chiunque abbia a cuore la tutela degli animali. Esprimo la mia profonda gratitudine a LAC, ENPA, LAV, LIPU e all’avvocato Claudio Linzola per aver promosso e vinto questo ricorso fondamentale. La magistratura ha ristabilito un briciolo di legalità, proteggendo migliaia di esemplari di avifauna migratrice da un prelievo insostenibile”, afferma Zanoni.

La proposta di legge “sparatutto”

Anche Zanoni amplia poi il dibattito al piano nazionale, criticando la proposta di legge n. 2984 attualmente all’esame della Camera.

“Mentre i giudici confermano che la fauna va protetta, la destra a livello nazionale sta provando a smantellare le tutele con la proposta di legge n. 2984 alla Camera. L’impegno dell’Osservatorio Diritti Animali di Europa Verde, insieme ad Alleanza Verdi Sinistra, sarà totale per respingere questo assalto alla biodiversità”, dichiara.

L’esponente di Europa Verde annuncia inoltre la predisposizione di numerosi emendamenti al disegno di legge, che saranno presentati dai rappresentanti del partito in Commissione Agricoltura della Camera con l’obiettivo di contrastare l’approvazione del provvedimento.