
Giornata di conti sulle assunzioni nella sanità in Veneto quella di oggi con notizie quanto meno discordanti tra di loro.
Se l’assessore al ramo, Gino Gerosa, oggi annuncia che presto saranno effettuate nuove assunzioni per potenziare il servizio svolto dalle Centrali Operative (una è a Vicenza, ndr) del Numero Unico Europeo 116117, i sindacati lamentano la “fine dei fondi” per nuove forze lavorative nell’Ulss 2, che copre il Trevigiano. Qui, inoltre è esploso il caso delle investigazioni private sul personale.
Procediamo per ordine.
In Veneto 55.691 chiamate al 116117, Gerosa (Assessore Sanità): “18 ulteriori assunzioni”

Oggi, nel corso di una conferenza stampa, l’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa, affiancato dal Direttore Generale Giancarlo Ruscitti e dal Direttore della Programmazione Romina Cazzaro, ha fatto il quadro sul Numero unico europeo 116117.
Tra l’8 luglio e il 4 agosto – è stato spiegato – il servizio per le richieste non urgenti di assistenza sanitaria ha ricevuto in Veneto 55.691 chiamate, gestite in media in 4 minuti e 49 secondi.
Il servizio è attivo 24 ore su 24 in tutta la regione tramite la già menzionata centrale operativo di Vicenza e quella di Mestre. Quest’ultima copre il territorio delle Ullss 1 Dolomiti, 2 Marca Trevigiana, 3 Serenissima, 4 Veneto Orientale, 5 Polesana e 7 Pedemontana (in tutto 2,5 milioni di persone). Quella di Vicenza assiste i territori dell’Ullss 6 Euganea, 8 Berica e 9 Scaligera (2,4 milioni di persone).
Dall’altro capo del telefono rispondono 114 operatori (67 a Mestre e 47 a Vicenza), tra cui nove medici.
A questi se ne aggiungono altri 18: otto sono entrati in servizio dal 1° agosto, mentre gli altri dieci lo faranno dall’1° settembre. “Proprio la mole di chiamate – ha dichiarato l’assessore alla Sanità del Veneto – ha portato la Regione a decidere le nuove assunzioni, e altre ancora se ne potranno fare in caso di necessità”.
Il 116117 risponde ai bisogni sanitari non urgenti: l’operatore fa una prima valutazione, apre una scheda personale e indirizza il cittadino al servizio più adatto, dai servizi territoriali alle case di comunità, alla guardia medica turistica, fino al Suem 118 quando il caso è grave e che va sempre chiamato per casi gravi, incidenti e situazioni di pericolo. Il servizio, ha sottolineato Gerosa, è particolarmente importante “nel periodo estivo in cui ci troviamo, quando molti cittadini si trovano nelle località di vacanza lontani da casa”.
Nursing Up, l’Ulss 2 di Treviso senza risorse per assumere personale
Per un settore della sanità del Veneto che può dunque contare su nuove assunzioni, un’azienda sanitaria dove i nuovi innesti sono fermi. Si tratta dell’Ulss 2 Marca Trevigiana per la quale il sindacato Nursing Up denuncia che l’azienda sanitaria ha bloccato le nuove assunzioni per aver esaurito le risorse del tetto di spesa assegnato dalla Regione, giudicato sottodimensionato rispetto ai fabbisogni e inferiore a quello riconosciuto ad alcune Ulss più piccole.
Il sindacato riferisce che la conferma è arrivata dal dg Giancarlo Bizzarri in un recente incontro e che già lo scorso anno la situazione era analoga.
Secondo Nursing Up il blocco pesa su un’azienda già in forte carenza di infermieri e operatori sociosanitari e il rapporto tra personale disponibile e fabbisogno è fermo a 0,7 infermieri per ogni unità necessaria, contro una media nazionale di 0,9, con criticità in diversi reparti e ospedali della provincia. “Non possiamo accettare che l’emergenza diventi la normalità”, afferma Annarita Secchi, referente provinciale del sindacato.
Nursing Up chiede dunque alla Regione un intervento urgente e straordinario per aumentare il tetto di spesa e sbloccare le assunzioni. “Non possiamo attendere ottobre, quando è prevista la revisione dei tetti” dichiara il referente regionale Guerrino Silvestrini.
Il sindacato ha chiesto all’azienda di quantificare il sottodimensionamento e annuncia che, in assenza di risposte, porterà il caso davanti al prefetto. La richiesta viene legata anche alla recente spesa dell’Ulss per le investigazioni private, giudicata dal sindacato censurabile.
Investigatori privati all’Ulss di Treviso, stop libera professione per tre chirurghi
Come riportato da Il Gazzettino, a tre chirurghi dell’Ulss 2 Marca Trevigiana è stata revocata l’autorizzazione a operare in regime di libera professione all’interno dell’ospedale, all’esito di una indagine affidata dall’azienda sanitaria a un’agenzia di investigatori privati allo scopo di controllare i propri dipendenti.
L’incarico, durato un anno per il costo di 158.600 euro era stato deciso dall’allora direttore generale Francesco Benazzi per verificare il rispetto degli obblighi contrattuali del personale: presenze, orari, turni. Ai tre medici, poi passati a cliniche private, sono state contestate irregolarità nelle timbrature e passaggi di pazienti tra attività privata e pubblica non adeguatamente segnalati. La revoca è stata firmata a fine dicembre.
La Regione Veneto ha deciso di inviare propri ispettori per fare chiarezza sull’intera vicenda.
Sul caso i sindacati hanno lamentato di essere stati tenuti all’oscuro, mentre la politica regionale chiede di conoscere gli esiti dell’indagine, annuncia accessi agli atti e solleva dubbi sulla proporzionalità della spesa.
Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale Riccardo Szumski: “Davvero abbiamo bisogno di una sanità che mette i dipendenti sotto osservazione privata mentre medici, infermieri e operatori chiedono da anni più personale, meno burocrazia e più tempo da dedicare ai malati? Era davvero questo il modo migliore di spendere 158 mila euro nella sanità pubblica?”, ha dichiarato.





































