
Il consigliere comunale di Vicenza con delega ai gemellaggi Elia Pizzolato ha preso parte, a nome del sindaco di Vicenza Giacomo Possamai, alla cerimonia commemorativa che si è svolta al Bois du Cazier, sito della tragedia mineraria di Marcinelle, in Belgio, dove l’8 agosto 1956 un incendio nel pozzo causò la morte di 262 minatori su 275 presenti.
Tra le vittime, 136 erano lavoratori emigrati dall’Italia, giunti in Belgio nell’ambito degli accordi bilaterali per lo scambio di manodopera con il carbone.
Tra le storie ricordate durante la giornata anche quella del vicentino Angelo Galvan, nato a Caltrano, esule antifascista emigrato in Belgio dove lavorava come minatore: il giorno della tragedia riuscì a mettere in salvo tre compagni di lavoro.
Marcinelle, il Comune di Vicenza alla commemorazione in Belgio
La commemorazione, particolarmente sentita ed emozionante, si è aperta con la lettura dei nomi di tutte le vittime, ciascuno scandito dal rintocco della campana.
Il presidente del Senato Ignazio La Russa, ha letto il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in cui si sottolinea come il tema della dignità del lavoro resti attuale ancora oggi per molti lavoratori, in particolare per chi emigra in cerca di un’occupazione.
Alla cerimonia ha preso parte la delegazione vicentina organizzata dall’Ente Vicentini nel Mondo, guidata dal presidente Ferruccio Zecchin, che il consigliere Pizzolato ha ringraziato per l’organizzazione della trasferta, e con la presenza anche del presidente della Provincia di Vicenza Andrea Nardin. Il gruppo vicentino ha deposto una corona presso il cimitero di Marcinelle. Alla messa commemorativa del giorno precedente aveva inoltre partecipato l’assessore ai lavori pubblici e alla mobilità, Cristiano Spiller.
“È stato un momento toccante, così come toccante è stato parlare con le figlie e i figli delle vittime italiane di allora – dichiara il consigliere Elia Pizzolato -. In quella miniera lavoravano tante persone emigrate da molte zone d’Europa e non solo. Ancora oggi in Europa muoiono ogni anno oltre 3 mila persone a causa di infortuni sul lavoro, e spesso sono proprio i migranti, penso anche all’Italia, a lavorare in condizioni inadeguate, senza salari e tutele dignitose. Dopo la tragedia di Marcinelle le leggi sul lavoro hanno garantito maggiore sicurezza e dignità, ma la strada è ancora lunga. A settant’anni da quella tragedia, questa giornata ce lo ricorda ancora”.







































