Silva-Ecoeridania, nuovo ricorso al TAR: impugnate anche le zone di salvaguardia dei pozzi di Dueville e Villaverla approvate dalla Regione

Silva solleva in via subordinata l'illegittimità costituzionale di parte del decreto legislativo su cui le zone di salvaguardia si basano, ovvero il “Testo unico in materia ambientale”

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ricorso della società Silva
Zona di rispetto delle aree di salvaguardia Villaverla-Dueville

Il Comitato Tuteliamo la Salute rende noto un nuovo ricorso della società Silva contro la perimetrazione delle aree a protezione dei pozzi acquedottistici. Contestata la delibera regionale di aprile. In via subordinata sollevata anche una questione di legittimità costituzionale su parte del Testo unico ambientale.

Nuovo capitolo della vicenda Silva-Ecoeridania e del progetto per il maxi impianto di trattamento dei rifiuti a Montecchio Precalcino. Secondo quanto reso noto dal Comitato Tuteliamo la Salute, Silva Srl ha impugnato davanti al TAR del Veneto anche la perimetrazione – approvata dalla Giunta regionale lo scorso aprile – delle zone di salvaguardia dei pozzi acquedottistici situati nei territori di Villaverla e Dueville, utilizzati dal gestore padovano AcegasApsAmga.

Il nuovo atto si aggiunge al ricorso presentato il 25 maggio 2026 contro l’esito della conferenza dei servizi provinciale relativa al progetto dell’impianto previsto a Montecchio Precalcino, vicino ai confini con Villaverla e Dueville.

Il Comitato riferisce di aver ricevuto nei giorni scorsi dalla Provincia di Vicenza un “ricorso per motivi aggiunti”, depositato da Silva al TAR del Veneto il 7 luglio. Si apre un ulteriore capitolo della vicenda Silva vs Regione Veneto e Consiglio dell’Ambito Bacchiglione, e di conseguenza anche contro le istituzioni che hanno partecipato alla Conferenza dei servizi dello scorso 13 marzo, ovvero Provincia di Vicenza, Comune di Montecchio Precalcino, Comune di Dueville, Comune di Villaverla, Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali, AcegasApsAmga S.p.A., Viacqua S.p.A. – Società Benefit, Azienda ULSS n. 7 Pedemontana e Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto – A.R.P.A.V.

Il ricorso della società Silva contro la Regione

Al centro del nuovo contenzioso c’è la deliberazione della Giunta regionale del Veneto n. 297 del 28 aprile 2026, con la quale era stata approvata la perimetrazione delle aree di salvaguardia dei pozzi acquedottistici gestiti da AcegasApsAmga. All’interno di queste aree ricade anche il sito interessato dal progetto di Silva.

La società avrebbe chiesto l’annullamento della delibera regionale, dell’Allegato A contenente prescrizioni e raccomandazioni e degli ulteriori atti collegati, comprese le deliberazioni del Consiglio di Bacino Bacchiglione.

Secondo il Comitato, Silva aveva già anticipato questa possibilità nel precedente ricorso, nel quale affermava che “la ricorrente si riserva peraltro di impugnare il provvedimento conclusivo del procedimento di salvaguardia”.

Contestato anche lo studio idrogeologico

Nel nuovo atto Silva, assistita dallo studio BM&A dell’avvocato Bruno Barel, sostiene che “i provvedimenti gravati risultano ingiusti ed illegittimi e vengono pertanto qui impugnati”.

Il Comitato riferisce che il ricorso articola in sei punti le contestazioni e mette in discussione anche lo studio idrogeologico realizzato da Sinergeo, utilizzato per individuare l’estensione delle aree di salvaguardia.

Un ulteriore passaggio riguarda il quadro normativo nazionale. Sempre secondo quanto riportato dal Comitato, Silva avrebbe sollevato in via subordinata una questione di legittimità costituzionale dell’articolo 94, commi 4 e 5, del decreto legislativo 152/2006, il Testo unico in materia ambientale.

L’articolo 94 disciplina le aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano, nei suoi commi 4 e 5 dà indicazioni sulle attività vietate nella zona di rispetto. La società dichiarerebbe i due commi contrari agli articoli 3 e 41 della Costituzione, richiamando i principi di ragionevolezza e uguaglianza e la libertà dell’iniziativa economica privata.

Il Comitato richiama gli articoli 9 e 32 della Costituzione

È proprio su questo punto che il Comitato Tuteliamo la Salute concentra una parte della propria replica, ricordando come l’articolo 41 della Costituzione stabilisca anche che l’iniziativa economica privata non possa svolgersi arrecando danno, tra l’altro, alla salute e all’ambiente.

Il Comitato richiama inoltre l’articolo 32 della Costituzione, relativo alla tutela della salute, e l’articolo 9, che tutela ambiente, biodiversità ed ecosistemi anche nell’interesse delle future generazioni.

La preoccupazione espressa riguarda soprattutto la protezione della risorsa idrica in un territorio che, sottolineano gli attivisti, ha già dovuto confrontarsi con problemi di contaminazione.

“Le zone di salvaguardia devono essere difese” nel procedimento di ricorso della società Silva

Per il Comitato diventa quindi ancora più importante che nel procedimento di ricorso della società Silva vengano difese le zone di salvaguardia approvate in primavera. Gli enti coinvolti hanno annunciato nel corso dell’estate l’intenzione di costituirsi nel giudizio.

Il Comitato torna inoltre sulle caratteristiche del progetto contestato: un impianto che, secondo quanto riportato nella nota, comprenderebbe un deposito per 129 tipologie di rifiuti, 64 delle quali pericolose, e uno sterilizzatore termico con una capacità di 32 mila tonnellate all’anno di rifiuti sanitari, compresi rifiuti pericolosi e a rischio infettivo.

Da qui l’appello a tutelare la falda tra Dueville e Villaverla, considerata una risorsa strategica per l’approvvigionamento idrico di ampie porzioni delle province di Vicenza e Padova.

“Sarà quindi fondamentale, ancor di più dopo la messa in discussione delle zone di salvaguardia, che gli Enti chiamati in causa proteggano e tutelino la salubrità della risorsa idrica con ancora maggiore forza”, sostiene il Comitato.

La nota si chiude con una domanda rivolta alle istituzioni e al territorio: “Siamo davvero disposti a mettere a rischio la falda più grande che emerge tra Dueville e Villaverla, falda fondamentale per Padova, Vicenza e tanta parte delle loro province?”.