Fine vita in Veneto, Baldan (M5S): «La Regione tutela libertà, dignità e responsabilità»

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Fine vita in Veneto, Flavio Baldan del Movimento 5 Stelle

Flavio Baldan interviene sul fine vita in Veneto: il M5S difende una disciplina regionale fondata su libertà, dignità e centralità della persona.

Nel dibattito sul fine vita in Veneto, il capogruppo del Movimento 5 Stelle Flavio Baldan sostiene che la Regione debba garantire libertà e dignità anche ai cittadini contrari al percorso legislativo in discussione. L’intervento è avvenuto durante la seduta dedicata al disegno di legge di iniziativa popolare, inserito nell’ordine del giorno ufficiale del Consiglio regionale.

Baldan colloca la proposta in un quadro che, a suo giudizio, richiede una risposta anche regionale finché il Parlamento non approverà una disciplina nazionale. La posizione si aggiunge alle molte voci emerse in aula, tra cui il no di Davide Lovat al provvedimento sul fine vita. Le due dichiarazioni esprimono orientamenti politici opposti e vanno lette come tali.

Fine vita in Veneto, Baldan richiama libertà e centralità della persona

Il consigliere del M5S afferma di parlare anzitutto da cittadino e sostiene che il compito delle istituzioni sia proteggere la possibilità di scelta senza imporla a chi non la condivide. Nella sua ricostruzione, il Veneto prova a costruire un modello procedurale in attesa che lo Stato affronti organicamente la materia.

Baldan critica l’inerzia attribuita alla maggioranza parlamentare di centrodestra e osserva che regole differenti fra le venti Regioni non rappresenterebbero una soluzione definitiva. È un giudizio politico sulla responsabilità del Parlamento; la definizione delle competenze e dei limiti della normativa resta affidata all’ordinamento e al confronto istituzionale.

Nel merito, il capogruppo richiama l’esperienza quotidiana delle persone con malattie gravi e incurabili e ringrazia il personale sanitario del Veneto. Sostiene che una società capace di progresso debba nello stesso tempo offrire cure, relazioni e sostegno a chi rischia di perdere fiducia nella medicina e nella vita.

La parte conclusiva del suo intervento richiama Franco Basaglia e l’idea che una persona non coincida con la propria malattia. Per Baldan, mettere al centro storia individuale, relazioni, contesto di vita, diritti e possibilità significa predisporre una disciplina rispettosa della complessità umana.

La dichiarazione non presenta come fatti accertati le valutazioni sulle intenzioni degli altri partiti. Delinea invece la linea favorevole del Movimento 5 Stelle: la Regione, secondo Baldan, non sceglierebbe al posto delle persone, ma costruirebbe condizioni per tutelarne decisione, libertà e dignità.

Il confronto sul fine vita in Veneto resta così diviso tra questioni sanitarie, giuridiche ed etiche. Baldan insiste sulla responsabilità regionale e sulla centralità della persona; l’esito normativo dipende dal voto dell’aula e dalla compatibilità del testo con il quadro nazionale.