
Il Piano Housing del MUR supera il target regionale: 1.914 posti sono già disponibili e altri 1.509 arriveranno nel 2027.
L’housing universitario Veneto cresce di 3.423 posti letto grazie al programma sostenuto dal PNRR e coordinato dal Ministero dell’Università e della Ricerca. Di questi, 1.914 risultano già realizzati e disponibili, mentre altri 1.509 dovrebbero entrare in funzione nel 2027.
Il dato comprende anche 43 posti nella provincia di Vicenza e si collega allo sviluppo dell’offerta accademica locale, seguito dalla Fondazione Studi Universitari di Vicenza. La quota più consistente è concentrata a Padova, con 1.008 posti, seguita da Verona con 745 e Rovigo con 70. Venezia ne conta 25 e Treviso 23.
Gli studenti possono accedere agli alloggi già disponibili rivolgendosi agli enti regionali per il diritto allo studio oppure, secondo i criteri previsti, direttamente ai gestori delle residenze. Per la seconda tranche Cassa Depositi e Prestiti, che opera per conto del MUR, ha completato la sottoscrizione degli atti d’obbligo.
Housing universitario Veneto, riserva e tariffe calmierate
Il bando stabilisce che almeno il 30% dei nuovi posti sia riservato a studenti capaci e meritevoli privi di mezzi, individuati attraverso le graduatorie degli enti per il diritto allo studio. Per gli altri posti sono previste tariffe inferiori di almeno il 15% rispetto ai valori medi di mercato.
La ministra Anna Maria Bernini ha collegato l’aumento degli alloggi alla possibilità per gli studenti di scegliere con maggiore libertà dove formarsi e alla capacità degli atenei di attrarre iscritti. Il programma regionale contribuisce al risultato nazionale di oltre 63.200 nuovi posti letto, più dei 60 mila fissati come obiettivo dal PNRR.
I posti aggiuntivi rispetto al target nazionale saranno finanziati con risorse statali. Il Piano Housing si affianca agli interventi previsti dalla legge 338 del 2000: dal 2023 il quinto bando ha consentito di cofinanziare oltre diecimila posti in Italia con più di 800 milioni di euro.
Per il Vicentino, i 43 posti rappresentano una quota ridotta rispetto ai principali poli regionali, ma introducono nuove possibilità in un territorio che sta ampliando servizi universitari e strutture di accoglienza. La verifica decisiva riguarderà tempi di apertura, localizzazione e accessibilità economica. Il rafforzamento dell’housing universitario Veneto, infatti, avrà effetto reale soltanto se gli alloggi saranno utilizzabili dagli studenti nelle sedi in cui domanda e affitti sono più difficili da sostenere.










































