
Dopo il passaggio nelle commissioni, gli schemi definitivi d’intesa con il Governo arrivano nell’Aula del Consiglio regionale.
L’Autonomia differenziata del Veneto entra in una nuova fase con la presentazione al Consiglio regionale degli schemi definitivi d’intesa tra Regione e Governo. Il percorso istituzionale è stato ricostruito dal Consiglio regionale del Veneto, mentre Andrea Tomaello, presidente della Prima commissione e consigliere di Stefani Presidente, definisce il passaggio «importante e storico».
L’arrivo in Aula segue l’esame svolto nelle commissioni. Il precedente via libera alle pre-intese era stato raccontato nell’articolo sull’ultimo passaggio in commissione dell’autonomia veneta. Ora l’Assemblea è chiamata a pronunciarsi sugli schemi definitivi condivisi con l’esecutivo nazionale.
Secondo la ricostruzione di Tomaello, il Consiglio dei ministri aveva approvato gli schemi preliminari il 18 febbraio 2026. Sono poi arrivati i pareri della Conferenza unificata e gli atti di indirizzo di Camera e Senato. La fase conclusiva del negoziato avrebbe portato il 30 luglio alla condivisione dei testi definitivi.
Autonomia differenziata del Veneto, le materie della prima fase
Le competenze indicate riguardano Protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa, tutela della salute e coordinamento della finanza pubblica. Il Consiglio delle autonomie locali del Veneto ha espresso il 3 agosto un parere favorevole unanime sui due schemi.
La proposta di deliberazione amministrativa è stata trasmessa al Consiglio il 5 agosto e assegnata il giorno successivo alla Prima commissione. Dopo l’illustrazione del 18 agosto, le commissioni consultive hanno votato i propri pareri nelle sedute del 19 e 20 agosto; il 21 agosto la Prima commissione ha licenziato il provvedimento a maggioranza.
Le considerazioni sull’efficienza e sulla vicinanza ai cittadini restano valutazioni politiche di Tomaello. Il consigliere sostiene che maggiori competenze permetterebbero politiche più aderenti alle caratteristiche territoriali e rivendica il rispetto delle procedure costituzionali e legislative.
Il passaggio in Aula non conclude automaticamente il percorso dell’Autonomia differenziata del Veneto. La deliberazione regionale costituisce una tappa del confronto con lo Stato; contenuti, risorse, funzioni trasferite e modalità attuative dipenderanno dagli atti successivi previsti dall’ordinamento.

































