Fine vita, Borgia: «FdI contrario alla legge veneta, servono cure e libertà di coscienza»

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Borgia contrario al fine vita, Claudio Borgia in Consiglio

Il capogruppo di Fratelli d’Italia Claudio Borgia motiva il voto contrario alla legge regionale sul suicidio medicalmente assistito.

Borgia contrario al fine vita regolato dalla nuova legge veneta: il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale rivendica il voto negativo e chiede di concentrare l’azione pubblica su cure palliative, assistenza e accompagnamento. La posizione è contenuta in una dichiarazione diffusa dal Consiglio regionale del Veneto.

L’intervento arriva dopo l’approvazione della legge veneta sul fine vita. Borgia sostiene che il provvedimento non introduca un diritto nuovo, ma possa disciplinare soltanto gli aspetti organizzativi e procedurali del servizio sanitario entro il perimetro segnato dalla Corte costituzionale.

Il consigliere afferma che il testo approvato è profondamente diverso dalla proposta originaria per effetto degli emendamenti della Giunta. FdI ha sostenuto le modifiche dedicate alle cure palliative, al sostegno psicologico, all’informazione sulle associazioni che accompagnano le persone fragili e alla libertà di coscienza del personale sanitario, senza cambiare il proprio giudizio complessivo.

Borgia contrario al fine vita, le ragioni del voto di FdI

Per il capogruppo, davanti alla volontà di morire le istituzioni devono accertare che siano state concretamente offerte tutte le alternative di cura, sollievo e sostegno. Borgia chiede inoltre che nessun professionista sia obbligato a partecipare a procedure contrarie alle proprie convinzioni etiche e professionali.

Un altro punto riguarda l’uniformità nazionale. Il consigliere considera problematico un sistema con discipline differenti tra le Regioni e ritiene che un eventuale intervento legislativo ulteriore debba essere discusso dal Parlamento. È una valutazione politica che si inserisce nel confronto sulle competenze regionali e statali.

Borgia critica anche la scelta del voto palese e quella che definisce una contrapposizione tra «buoni e cattivi». A suo giudizio, essere contrari alla legge non equivale a ignorare la sofferenza, e il dibattito dovrebbe evitare giudizi morali sulle persone e sui consiglieri.

La posizione di Borgia contrario al fine vita completa il quadro delle reazioni al voto, distinguendo l’opposizione di principio di FdI dal sostegno dato ad alcune garanzie inserite nel testo. Attuazione sanitaria, cure palliative e confronto parlamentare restano ora i terreni sui quali misurare le diverse linee politiche.