Violenza invisibile, alla Mostra del Cinema le testimonianze con Jo Squillo

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Violenza invisibile, immagine tematica legata al cinema

Alla Mostra del Cinema di Venezia il progetto Wall of Dolls ha portato testimonianze e strumenti culturali per riconoscere la violenza sulle donne.

La violenza invisibile è stata al centro di un incontro nello Spazio Regione Veneto dell’Hotel Excelsior al Lido, durante la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Il panel, promosso nell’ambito delle iniziative della Regione del Veneto, ha presentato il progetto Wall of Dolls e raccolto le testimonianze di donne sopravvissute alla violenza.

All’appuntamento hanno partecipato Jo Squillo, ideatrice del progetto, Emanuela Carmini, Maria Antonietta Rositani e Moira Cucchi. Le ospiti hanno raccontato esperienze personali e percorsi di ricostruzione, trasformando le proprie storie in uno strumento per aiutare altre persone a riconoscere i segnali e chiedere sostegno. Il tema della parità attraversa anche il mondo del lavoro, come mostra l’approfondimento sulla parità professionale delle donne nel Vicentino.

Wall of Dolls utilizza installazioni di bambole appese come simbolo delle vittime di femminicidio e violenza di genere. Nato da un’intuizione di Jo Squillo, il progetto ha raggiunto piazze e luoghi culturali italiani, rendendo immediatamente visibile un fenomeno che spesso comincia lontano dalle aggressioni fisiche.

Violenza invisibile, riconoscere controllo, isolamento e paura

L’assessore regionale alle Pari opportunità Valeria Mantovan ha richiamato i segnali che possono precedere le forme più evidenti di abuso: parole umilianti, controllo, isolamento e paura. La prevenzione, nella sua lettura, richiede consapevolezza e capacità di intervenire prima che la situazione diventi più grave.

Le testimonianze hanno insistito sull’importanza di ascoltare senza giudicare chi trova il coraggio di chiedere aiuto. Mantovan ha collegato questo obiettivo al rafforzamento dei centri antiviolenza, dei servizi territoriali, della scuola e della sanità, sottolineando nello stesso tempo il ruolo delle rappresentazioni culturali.

La collocazione dell’incontro alla Mostra del Cinema sottolinea proprio la responsabilità delle storie e delle immagini nel modificare lo sguardo collettivo sulle donne. Cinema e cultura possono consolidare stereotipi, ma anche renderli riconoscibili e contribuire a spezzare il silenzio.

Il panel sulla violenza invisibile ha così unito arte pubblica, racconto personale e politiche di prevenzione. Il messaggio conclusivo è che riconoscere i primi segnali, credere alle persone che parlano e garantire percorsi di accompagnamento sono parti dello stesso impegno civile.