
Due iniziative di Resistere Veneto sollecitano dati sulla campagna vaccinale e informazioni uniformi per carne e uova.
L’influenza aviaria in Veneto è al centro di un’interrogazione e di una mozione presentate dai consiglieri regionali Riccardo Szumski e Davide Lovat. I due esponenti di Resistere Veneto chiedono alla Giunta di chiarire se la vaccinazione negli allevamenti sia effettivamente iniziata e propongono una disciplina trasparente sulle informazioni destinate ai consumatori. Le iniziative sono state rese note attraverso la sala stampa del Consiglio regionale del Veneto.
La prima questione riguarda lo stato del progetto pilota nazionale. Szumski e Lovat ricordano che a febbraio l’assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond aveva indicato il Veneto come prima regione pronta ad avviare la vaccinazione, con una partenza prevista in primavera. In una risposta successiva, secondo i consiglieri, la Giunta avrebbe richiamato un progetto ministeriale limitato a cinque allevamenti italiani, senza precisare se vi fossero strutture venete coinvolte.
I firmatari domandano perciò se sia stata somministrata almeno una dose in Veneto, quali allevamenti siano eventualmente compresi nel piano, se i vaccini siano stati acquistati o consegnati e quale sia il calendario dei prossimi mesi. Le richieste costituiscono un atto politico e ispettivo: non dimostrano da sole che la campagna sia partita o che sia stata sospesa.
Influenza aviaria in Veneto, tracciabilità e informazione ai consumatori
La mozione affronta invece carne e uova provenienti da animali vaccinati. I consiglieri chiedono alla Regione di promuovere presso Governo e Commissione europea un’indicazione uniforme, oggettiva e non discriminatoria e, nell’attesa di una disciplina comune, di valutare un sistema nazionale volontario di tracciabilità. Il riferimento indicato è il Regolamento europeo 1169/2011 sulle informazioni alimentari.
Il tema si affianca agli interventi regionali già previsti per il settore primario, compresi i fondi veneti contro calamità e patologie degli allevamenti. Szumski e Lovat precisano che la vaccinazione animale non rende insalubri o pericolose carni e uova. La loro proposta viene motivata con il diritto del consumatore a conoscere l’origine e il percorso sanitario dei prodotti, senza creare allarmismi o penalizzare gli allevatori. Chiedono anche una registrazione completa dei dati sanitari degli allevamenti interessati dai piani vaccinali.
Il confronto unisce quindi due piani distinti: da un lato la verifica amministrativa sull’effettiva attuazione del progetto pilota, dall’altro la scelta politica sulle informazioni da rendere disponibili lungo la filiera. Sull’influenza aviaria in Veneto la risposta della Giunta sarà necessaria per definire il quadro operativo, mentre le regole di etichettatura richiedono un coordinamento nazionale ed europeo.



































