Formula 1, Fia replica ad accuse Briatore su caso Gp Monaco: “Impegnati per garantire indipendenza e imparzialità”

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(Adnkronos) – “La decisione di un tribunale può lasciare spazio a diverse interpretazioni e commenti riguardo ai suoi meriti giuridici, ciò è giusto e accettato da tutti i giudici. Il tribunale è fiducioso nella correttezza dei procedimenti e nell’integrità dei giudici”. La Fia risponde così, con un comunicato ufficiale sul caso dell’ultimo Gran Premio di Monaco, alle accuse dell’executive advisor di Alpine Flavio Briatore, spiegando che “i tribunali della Fia rimangono impegnati a garantire l’indipendenza e l’imparzialità dei propri giudici e l’integrità del processo giudiziario”. Ma cosa sta succedendo in Formula 1?
 

Al termine della gara dello scorso 7 giugno (vinta da Kimi Antonelli), il podio del Gp di Monaco aveva premiato Hadjar, favorito dalla penalizzazione di cinque secondi data a Gasly per eccesso di velocità in pit-lane. Il provvedimento era stato poi revocato, restituendo al pilota Alpine la terza posizione. La vicenda è tornata di nuovo sotto i riflettori a distanza di tre mesi perché la Fia ha accolto i ricorsi presentati da McLaren e Red Bull, riaprendo il caso e modificando ancora una volta la classifica finale della Formula 1. Il verdetto comunicato nella giornata di ieri ha quindi riportato Hadjar sul terzo gradino del podio, tra le polemiche. In particolare, la Federazione ha deciso di replicare alle parole di Flavio Briatore, che ieri in conferenza aveva detto: “Accettiamo il verdetto, non accettiamo che uno dei giudici non fosse indipendente e ci chiediamo il motivo di un rapporto con McLaren” (LEGGI L’ARTICOLO). Parole pronunciate con riferimento preciso al giudice Filippo Marchino, accusato da Briatore per una fotografia accanto a una McLaren risalente a un’iniziativa benefica del 2018.  

“I tribunali della Fia – si legge nella nota odierna – desiderano chiarire che la nomina e la partecipazione dei giudici in tale caso, come in qualsiasi altro caso, sono avvenute in conformità con le procedure giudiziarie applicabili della Fia e con la prassi abituale, che si ispirano ai più elevati standard, quali le linee guida dell’Iba sui conflitti di interesse nell’arbitrato internazionale”. E ancora: “Tutti i giudici sono eletti dalle Assemblee generali della Fia, alcuni di essi su proposta di un gruppo di almeno cinque scuderie di F1, in conformità con lo Statuto della Fia. Essi sono tutti soggetti ai requisiti di indipendenza e riservatezza contenuti nel Regolamento giudiziario e disciplinare della Fia, presentano ogni anno una dichiarazione di interessi al Responsabile della conformità della Fia e firmano una specifica dichiarazione di indipendenza per ogni singolo caso, tenendo conto della questione in esame e delle parti coinvolte, che viene notificata alle parti. Sia all’inizio che alla conclusione dell’udienza, le parti sono state invitate a sollevare eventuali questioni relative al procedimento o alla composizione del Tribunale. Nessuna lo ha fatto. Durante l’udienza non è stata sollevata alcuna obiezione riguardo al modo in cui il Tribunale ha interrogato il testimone o condotto il procedimento”. Una risposta netta su un caso che, nei giorni del Gran Premio d’Italia a Monza, continuerà a far discutere.  

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