
Al raduno Monterosso in Panda riconoscimento alla “Ginapandina”, giunta da Vicenza dopo tre giorni di viaggio fino al borgo calabrese.
La seconda edizione di Monterosso in Panda, svoltasi domenica 30 agosto a Monterosso Calabro, ha avuto anche un legame con il Vicentino: la vettura soprannominata “Ginapandina” ha ricevuto il riconoscimento riservato alla Panda arrivata da più lontano, dopo un viaggio di tre giorni partito da Vicenza. Informazioni istituzionali sul territorio sono disponibili nel portale ufficiale del Comune di Monterosso Calabro.
Il viaggio della piccola utilitaria collega idealmente il Veneto alla Calabria attraverso uno dei modelli più riconoscibili della storia automobilistica italiana. Un tema che si inserisce nel più ampio interesse per il marchio, raccontato anche attraverso il valore popolare e quotidiano della Fiat Panda.
Monterosso in Panda, il raduno tra percorso panoramico e riconoscimenti
La manifestazione ha riunito numerosi esemplari del modello Fiat per un programma costruito attorno all’incontro tra appassionati e alla scoperta del paesaggio locale. Le vetture hanno attraversato un percorso panoramico nel territorio, trasformando il convoglio in una parata dai colori e dagli allestimenti differenti.
Accanto al premio attribuito alla “Ginapandina”, gli organizzatori hanno assegnato altri riconoscimenti legati ai partecipanti. Il più anziano alla guida era Antonio Galati, nato nel 1938, mentre la più giovane era Alessandra La Serra, classe 2008. Due presenze che hanno rappresentato generazioni molto distanti accomunate dalla partecipazione alla stessa iniziativa.
La giornata ha alternato il raduno automobilistico a momenti di intrattenimento. Tra i protagonisti figuravano il DJ Panda e il comico Santo Palumbo, già noto al pubblico televisivo per la partecipazione a Zelig. L’impostazione dell’evento ha unito così motori, socialità e spettacolo, con il borgo calabrese a fare da scenario.
Il riconoscimento alla Panda partita da Vicenza è stato legato soprattutto alla distanza percorsa per raggiungere la manifestazione. I tre giorni di viaggio hanno dato alla partecipazione una dimensione che va oltre il semplice spostamento: la vettura è diventata il filo conduttore di un itinerario lungo la penisola e dell’incontro con gli altri equipaggi.
La seconda edizione conferma la formula dei raduni dedicati a un’automobile entrata nell’immaginario collettivo. Per Monterosso Calabro l’appuntamento è stato anche un’occasione per accogliere visitatori e mostrare il territorio; per l’equipaggio vicentino, il traguardo ha coinciso con un premio che ha sottolineato la provenienza più distante.


































