
Alla fiera vicentina 1.300 brand e 910 buyer internazionali. Federpreziosi stima in 910 milioni gli acquisti di gioielli dei turisti nel 2025.
Vicenzaoro September 2026 mette a confronto numeri del commercio, intelligenza artificiale ed export nella terza giornata della manifestazione. L’evento, in programma dal 4 all’8 settembre alla Fiera di Vicenza, riunisce 1.300 marchi espositori provenienti da 40 Paesi e 910 buyer da 73 nazioni, secondo le informazioni diffuse da Italian Exhibition Group e il programma ufficiale di Vicenzaoro.
Il dato più rilevante riguarda gli acquisti dei visitatori internazionali nelle gioiellerie italiane. L’indagine di Federpreziosi Confcommercio con Format Research stima per il 2025 un valore di 910 milioni di euro, pari a circa il 13% dei ricavi annui delle gioiellerie e all’11% degli 8,6 miliardi complessivamente spesi dai turisti stranieri per beni acquistati in Italia.
La nuova fotografia del comparto si inserisce nel dibattito già aperto a Vicenzaoro sull’andamento della filiera orafo-gioielliera internazionale. Il 75% dei negozi interpellati conta clienti provenienti dall’estero e quasi un esercizio su cinque ricava da loro almeno un decimo delle vendite. Artigianalità, qualità e origine italiana sono indicate come le ragioni principali della scelta.
Vicenzaoro September 2026 tra AI, vendite ed export
Nel percorso d’acquisto cresce anche il ruolo dell’intelligenza artificiale. Un caso aziendale presentato durante il seminario di Confindustria Federorafi ha registrato un tasso di conversione del 15,9% tra gli utenti arrivati sul sito del marchio tramite ChatGPT, contro l’1,76% della ricerca organica su Google. Il comunicato precisa che si tratta di un caso specifico e non di un risultato automaticamente generalizzabile.
Il segnale è comunque significativo per le imprese: gli strumenti di AI diventano intermediari tra marchi e consumatori, mentre aumenta contemporaneamente la domanda di autenticità, volti reali, lavorazioni artigiane e rapporto diretto con il negozio. Per le aziende la sfida sarà rendersi visibili agli algoritmi senza perdere credibilità e relazione personale, rispettando anche i nuovi obblighi di trasparenza introdotti dall’AI Act.
Sul fronte industriale, nel primo semestre 2026 la domanda mondiale di gioielli in oro risulta in calo del 21%. Il fatturato del settore orafo italiano è diminuito del 5% nel 2025 e del 2% nei primi sei mesi del 2026, pur restando del 50% sopra i livelli del 2019. La produzione ha segnato una flessione del 22%, tornando sui valori precedenti alla pandemia.
Le esportazioni italiane di gioielli in oro hanno raggiunto 4,4 miliardi di euro, con una contrazione complessiva del 15%. Escludendo però l’effetto della Turchia, protagonista del balzo registrato nel 2024, l’export cresce del 15%; gli Stati Uniti segnano un aumento del 29%. Dati che descrivono un comparto prudente ma ancora competitivo sui principali mercati internazionali.






























