
L’indagine Altroconsumo fotografa famiglie più prudenti: crescono le spese essenziali, mentre casa, auto e tempo libero vengono rinviati.
Inflazione e consumi stanno ridisegnando le priorità degli italiani. L’ultima indagine sui consumi realizzata da Altroconsumo mostra una maggiore attenzione alle necessità quotidiane e una minore disponibilità per acquisti rinviabili. La ricerca è stata condotta nell’agosto 2026 su 1.230 persone tra i 18 e i 74 anni, attraverso il panel Qualify e con un campione ponderato per rappresentare la popolazione italiana.
Il quadro che emerge è quello di famiglie costrette a destinare una quota crescente delle risorse a cibo e salute. A perdere spazio sono soprattutto il tempo libero e i progetti economicamente più impegnativi. Il 71% di chi ha rinunciato o rimandato un acquisto per la casa indica i prezzi elevati come causa principale, mentre il 41% richiama una riduzione delle risorse disponibili.
Il tema si inserisce in un clima già descritto dal Rapporto Coop sulle preoccupazioni economiche degli italiani. L’indagine di Altroconsumo aggiunge però uno sguardo puntuale sulle decisioni domestiche: non soltanto quanto si spende, ma quali scelte vengono sacrificate e quali valori resistono alla pressione dei prezzi.
Inflazione e consumi, tra rinunce e nuove priorità
Casa e automobile restano desideri importanti, ma vengono affrontati con maggiore cautela. Le famiglie cercano occasioni, valutano l’usato e allungano la vita dei prodotti. Cresce anche l’interesse per il riuso e per soluzioni considerate più sostenibili, purché siano compatibili con il bilancio familiare.
Accanto alla prudenza economica, la ricerca segnala il valore attribuito alle relazioni e alle esperienze. Salute, famiglia e tempo di qualità assumono un peso crescente, mentre la disponibilità verso consumi non essenziali si riduce. La sostenibilità resta presente nelle intenzioni, ma viene spesso filtrata attraverso il criterio della convenienza.
L’equilibrio tra inflazione e consumi appare quindi sempre più selettivo. Gli italiani non rinunciano del tutto ai progetti, ma li ridimensionano, li posticipano oppure cercano alternative meno costose. Il risultato è una quotidianità nella quale la gestione delle spese essenziali condiziona anche le scelte di lungo periodo.

































