
Il Comune di Vicenza e l’assemblea civica avviano una gestione quinquennale dei terreni, primo passo verso il recupero dell’edificio rurale.
Casa Carpaneda entra in una nuova fase con la firma del primo patto di collaborazione complesso promosso dal Comune di Vicenza. L’accordo con l’Assemblea per Casa Carpaneda Bene Comune riguarda l’edificio rurale storico e le pertinenze agricole di strada della Carpaneda 57. Il quadro delle attività cittadine è disponibile sul portale degli eventi del Comune di Vicenza.
La prima fase durerà cinque anni e interesserà soprattutto gli spazi esterni: cortile, terreni agricoli, bosco di Carpaneda, roggia Dioma e il tratto di pista ciclabile compreso tra la roggia e il bosco. Per l’edificio, invece, il patto prevede in questa fase la ricerca di finanziamenti destinati al recupero conservativo.
Il percorso arriva dopo una mobilitazione avviata nel 2021 per mantenere il bene nella proprietà pubblica. Il rapporto tra agricoltura, ambiente e comunità è già stato raccontato nell’articolo sul Carpaneda Ecofestival 2026, tornato proprio nei giorni della firma.
Casa Carpaneda, cinque anni di sperimentazione agricola e culturale
Tra i progetti già avviati figurano la semina di cereali, un apiario e un orto didattici, il giardino degli impollinatori e la colonia felina. La prospettiva è creare una Casa dell’Agroecologia capace di ospitare ricerca, formazione, agricoltura sociale, attività artistiche e iniziative aperte alla cittadinanza.
Gli assessori Leonardo Nicolai e Sara Baldinato presentano l’intesa come un esempio di amministrazione condivisa e cittadinanza attiva. Le rappresentanti dell’assemblea ricordano invece i cinque anni di impegno per sottrarre la casa rurale all’abbandono e alla privatizzazione, mantenendola come bene comune.
Il Comune contribuirà alla definizione e al monitoraggio delle attività e sosterrà anche le utenze. Per Casa Carpaneda resta decisivo il secondo passaggio: trovare le risorse necessarie alla ristrutturazione dell’edificio, mentre i terreni iniziano già a ospitare le attività agricole e culturali previste dall’accordo.



































