Tumore rinofaringeo, otorinolaringoiatra Mercante: “Gioco di squadra migliora prognosi paziente”

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“Nel corso di questi anni abbiamo imparato come la gestione di un tumore sia un vero gioco di squadra: dal punto di vista diagnostico non ci si può soffermare solo al giudizio di un singolo specialista, come l’otorinolaringoiatra, ma è necessario integrare queste informazioni con altri colleghi, come il patologo e il radiologo. Quando, poi, si raggiunge la diagnosi, è necessario discutere, in modo collegiale, tutte le opportunità per i nostri pazienti. Da qui entrano in gioco delle figure fondamentali, dal radioterapista, all’oncologo e dallo psicologo al nutrizionista. Si lavora in squadra, discutendo le possibilità terapeutiche e questo ha dimostrato un vantaggio in termini di miglioramento della prognosi del paziente”. Lo ha detto Giuseppe Mercante, professore di otorinolaringoiatria dell’Alma Mater Studiorum – università di Bologna e direttore dell’Uo di otorinolaringoiatria e audiologia dell’Irccs azienda ospedaliero-universitaria di Bologna del Policlinico Sant’Orsola, partecipando all’evento “Tumore rinofaringeo in Italia: evidenze, bisogni dei pazienti e prospettive future”, organizzato da Teha Group a Roma, durante il quale è stato presentato un paper sulla patologia con numeri, stato dell’arte e prospettive terapeutiche.