Corteo contro la TAV a Vicenza, cittadini in strada tra amianto, PFAS e terre di scavo

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Corteo contro la TAV a Vicenza del 15 settembre 2026
Corteo contro la TAV a Vicenza del 15 settembre 2026

Corteo contro la TAV a Vicenza con circa 100-150 persone che hanno attraversato San Lazzaro e viale Verona contestando i rischi ambientali associati ai cantieri ferroviari.

Il corteo contro la TAV a Vicenza ha attraversato nella serata di martedì 15 settembre viale San Lazzaro e viale Verona. Intorno alle 21 erano presenti, secondo una stima effettuata sul posto da chi scrive, circa 150 cittadini di età diverse. La manifestazione si è svolta con tranquillità, accompagnata da un consistente servizio delle forze dell’ordine. Sullo sfondo resta il caso del materiale contenente amianto rinvenuto nel cantiere ferroviario: il Comune di Vicenza ha riferito l’esito dei monitoraggi Arpav, che non hanno rilevato fibre nell’aria nei campionamenti comunicati.

Corteo contro la TAV a Vicenza del 15 settembre 2026

Le immagini scattate durante il passaggio mostrano famiglie, giovani, anziani, persone a piedi e in bicicletta e una partecipante in carrozzina. In testa e lungo il corteo compaiono bandiere con la scritta «No Tav» e uno striscione che accosta polemicamente Iricav Due all’amianto. Gli slogan hanno contestato l’attraversamento ferroviario della città e le responsabilità politiche attribuite da chi manifesta a quanti hanno sostenuto l’opera.

L’appuntamento era stato annunciato per le 20.30 dal parcheggio di via Chiodi a San Lazzaro. Tra i promotori figurano Italia Nostra, Legambiente e ISDE Medici per l’Ambiente di Vicenza. Hanno aderito anche I Boschi che Resistono, Civiltà del verde, Comitato quartiere dei ferrovieri, Comunità vicentina per l’agroecologia, Rete Zero PFAS Veneto, Pfasland, Caracol Olol Jackson e Centro Sociale Juna, come riportato nell’annuncio della manifestazione sui cantieri TAV.

Corteo contro la TAV a Vicenza in viale Verona
Corteo contro la TAV a Vicenza del 15 settembre 2026

Corteo contro la TAV a Vicenza: le ragioni della protesta

La mobilitazione ha unito più questioni ambientali. La prima è la presenza di amianto venuta alla luce durante le lavorazioni in viale Verona, vicenda che ha portato al sequestro dell’area e alle successive operazioni di messa in sicurezza conclusesi positivamente. I promotori chiedono controlli, trasparenza e garanzie sanitarie più ampie per residenti e lavoratori. Le loro contestazioni sulla gestione del cantiere e sulle responsabilità di Iricav Due rappresentano posizioni politiche e associative mentre al momento non sono noti accertamenti giudiziari definitivi.

Un secondo fronte riguarda la destinazione dei materiali di risulta e l’ipotesi che parte delle terre venga depositata nel territorio provinciale. Nel corteo è tornato inoltre il tema dei PFAS lungo il percorso degli scavi, insieme alle preoccupazioni per polveri, rumore e trasformazione dei quartieri interessati dai lavori.

La manifestazione ha così trasformato una vertenza nata attorno al cantiere di viale Verona in una contestazione complessiva del progetto ferroviario urbano. Il passaggio ordinato lungo i due viali, con la presenza visibile delle forze dell’ordine e senza tensioni, ha portato le richieste dei comitati direttamente nei quartieri più esposti alle opere. Il corteo contro la TAV a Vicenza si è concluso mantenendo al centro salute pubblica, gestione delle terre e controllo ambientale dei cantieri.