Pelle bovina fuori dall’EUDR, Bevilacqua: «Tutela concreta per la Valle del Chiampo»

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Pelle bovina EUDR e industria conciaria della Valle del Chiampo

La consigliera regionale Alessia Bevilacqua annuncia l’esclusione delle pelli bovine dagli obblighi europei anti-deforestazione e richiama l’impatto sul distretto vicentino.

La pelle bovina EUDR non rientrerà nel perimetro degli obblighi previsti dal regolamento europeo contro la deforestazione. Lo afferma la consigliera regionale Alessia Bevilacqua, esponente della Lega-Liga Veneta, commentando l’esito dell’esame europeo della disciplina illustrata nella pagina della Commissione europea sul regolamento EUDR.

Secondo Bevilacqua, l’esclusione evita di applicare alla pelle, sottoprodotto della filiera alimentare, nuovi adempimenti di tracciabilità pensati per le materie prime direttamente collegate al rischio di deforestazione. La consigliera parla di una scelta importante soprattutto per il distretto conciario della Valle del Chiampo, una delle concentrazioni produttive più significative del Vicentino.

Il tema riguarda una filiera che collega concerie, trasformazione e mercati internazionali della moda, come mostra anche il recente approfondimento sul salone Mipel dedicato alla pelletteria e agli accessori. Per le imprese, l’inquadramento normativo incide sui documenti da produrre, sui rapporti con i fornitori e sui controlli lungo la catena del valore.

Pelle bovina EUDR, gli effetti richiamati per la Valle del Chiampo

La posizione diffusa dall’esponente regionale attribuisce il risultato al confronto condotto dalle associazioni di categoria e dai rappresentanti istituzionali con le strutture europee. Bevilacqua sostiene che assoggettare le pelli bovine alle stesse prescrizioni di altre materie prime avrebbe generato costi e complessità senza un beneficio ambientale proporzionato.

L’esclusione non cancella gli altri obblighi ambientali e di tracciabilità che interessano il comparto conciario, ma circoscrive l’applicazione della normativa europea sulla deforestazione. Resta quindi distinto il piano delle regole sulle emissioni, sul trattamento delle acque, sui rifiuti e sulla provenienza dei materiali.

Per la Valle del Chiampo, la questione ha una rilevanza economica e occupazionale diretta. La lettura politica di Bevilacqua dovrà ora misurarsi con l’attuazione concreta e con le indicazioni operative europee. Il punto centrale, per le aziende, sarà capire in modo uniforme quali prodotti e passaggi della filiera restino soggetti al regolamento. La decisione sulla pelle bovina EUDR viene intanto presentata come una semplificazione capace di salvaguardare la competitività senza modificare gli altri standard ambientali.