
Dopo l’incendio di Taglio di Po, Rossella Cendron propone una ricognizione regionale dei depositi con coperture in Eternit e materiali infiammabili.
Una mappa dell’Eternit nei siti a rischio del Veneto, a partire dai depositi e dai capannoni nei quali sono presenti merci o materiali infiammabili. È la proposta della consigliera regionale Rossella Cendron, esponente delle Civiche Venete, formulata in una nota diffusa dal Consiglio regionale del Veneto dopo l’incendio avvenuto a Taglio di Po, in provincia di Rovigo.
Secondo Cendron, il rogo deve rappresentare un campanello d’allarme sulla presenza di coperture in cemento-amianto in strutture che ospitano materiali combustibili. La consigliera domanda quanti depositi, magazzini, aziende agricole e capannoni del Veneto presentino questa combinazione di fattori e invita la Regione a promuovere una prima ricognizione omogenea.
Il tema dell’amianto e della prevenzione è già emerso con forza anche nel Vicentino, come documentano le richieste avanzate dopo il ritrovamento di amianto nel cantiere TAV di viale Verona a Vicenza. La proposta regionale riguarda però un censimento conoscitivo più ampio e mirato alla gestione delle emergenze.
Eternit nei siti a rischio, la proposta per una ricognizione regionale
Cendron suggerisce di utilizzare la presenza capillare del sistema regionale di Protezione civile. La Regione potrebbe chiedere ai Comuni di effettuare una ricognizione, coinvolgendo dove possibile il volontariato organizzato e rispettando competenze e formazione necessarie. Non si tratterebbe, precisa, di un’attività ispettiva, ma della raccolta di informazioni preventive.
Una mappa potrebbe essere messa a disposizione di Comuni, Vigili del fuoco, strutture sanitarie, Arpav e Protezione civile. L’obiettivo dichiarato è permettere agli operatori di conoscere in anticipo la presenza di coperture in cemento-amianto e di organizzare con maggiore rapidità e consapevolezza gli interventi in caso di incendio o altra emergenza.
La consigliera chiede inoltre che i dati siano trasmessi all’assessore regionale all’Ambiente e alla Giunta, così da programmare interventi economici mirati di prevenzione. Si tratta di una proposta politica, che dovrà essere valutata dagli organi regionali e coordinata con le competenze tecniche e amministrative esistenti.
Per Cendron, conoscere la distribuzione dell’Eternit nei siti a rischio consentirebbe di evitare che un nuovo incendio riveli soltanto a emergenza iniziata le criticità presenti. La questione posta dalla consigliera riguarda quindi sia la sicurezza immediata sia la capacità della Regione di pianificare bonifiche e risorse sulla base di dati territoriali aggiornati.



































