Sacrario di Schio, un libro ricostruisce le storie di quasi quattromila soldati caduti

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Sacrario di Schio, porticato e cannoni nel complesso militare

Il Sacrario di Schio diventa il centro di una ricerca durata tre anni: Fabrizio Scabio ha ricostruito identità e vicende di quasi quattromila militari.

Il Sacrario di Schio non custodisce soltanto un numero di caduti: dietro quasi quattromila nomi ci sono luoghi di origine, date, percorsi personali e storie che una ricerca durata tre anni ha provato a ricomporre. Il docente Fabrizio Scabio ha raccolto questi dati in un libro presentato nell’anno del centenario del Sacrario militare di SS Trinità. La presentazione annunciata dal Comune di Schio nel programma del Festival della Storia e della Memoria colloca il volume nel percorso cittadino dedicato alla Grande Guerra e ai suoi luoghi del ricordo.

Il lavoro si è svolto consultando le segreterie dei Comuni, la Biblioteca di Schio e l’Archivio di Stato di Vicenza. L’obiettivo, racconta Scabio, era sottrarre all’anonimato i militari ricordati nel Sacrario e rendere nuovamente leggibili le loro biografie. Il libro si inserisce così nel più ampio racconto delle iniziative scledensi sui centenari dei sacrari, ma sposta l’attenzione dal monumento alle persone.

La ricostruzione comprende date e luoghi di nascita e di morte. Per trenta militari decorati riporta anche le onorificenze e le motivazioni, documenti che consentono di conoscere gli episodi per cui furono insigniti. L’indagine unisce quindi dati anagrafici, testimonianze e storia del territorio senza ridurre i caduti a una semplice lista.

Sacrario di Schio, le biografie al centro del libro

Il volume è articolato in dieci capitoli. Alla vicenda della costruzione del Sacrario affianca il racconto della vita dei soldati nei quattro anni di guerra. Chi visita il luogo della memoria può così collegare le iscrizioni a vicende individuali e a provenienze differenti, osservando quanto ampia fosse la comunità umana coinvolta nel conflitto.

Presentato al Festival della Storia e della Memoria, il libro ha ricevuto, secondo quanto riferisce l’autore, apprezzamenti anche dalle associazioni d’arma dei Fanti, degli Alpini e dei Bersaglieri. Il riconoscimento più importante, sul piano culturale, sta nella possibilità di usare le informazioni raccolte per nuove ricerche e per attività didattiche rivolte ai giovani.

La consultazione degli archivi offre infatti un metodo: cercare un nome, verificarne le tracce documentali, ricostruire un luogo e una data, quindi restituire a quella persona una storia. Nel centenario della costruzione del Sacrario, questo percorso rende più concreta la memoria della Grande Guerra a Schio e mostra come uno studio locale possa parlare anche alle generazioni che non hanno conosciuto direttamente quel passato.