
Il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 deve rendere disponibili referti, terapie e ricoveri quando servono, sostenendo la continuità delle cure.
Il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 punta a trasformare documenti dispersi in una storia clinica consultabile dai professionisti autorizzati lungo l’intero percorso di assistenza. Referti, esami diagnostici, lettere di dimissione, verbali di pronto soccorso, prescrizioni, terapie, allergie e precedenti ricoveri possono incidere sulle decisioni mediche, soprattutto quando un paziente viene curato lontano da casa o passa dall’ospedale al territorio. Il quadro istituzionale è illustrato dal portale nazionale del Fascicolo Sanitario Elettronico.
Il sistema è disciplinato dal decreto del Ministero della Salute del 7 settembre 2023 e dai successivi provvedimenti attuativi. I dati resi noti indicano che a dicembre 2025 il 95,2% dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta alimentava e utilizzava il Fascicolo, oltre il target PNRR dell’85%. Entro giugno 2026 sarebbe stato raggiunto anche l’obiettivo del 90% dei documenti sanitari prodotti in formato nativo FSE per le tipologie previste.
La digitalizzazione dei servizi sanitari riguarda anche il Veneto, dove il confronto sulle piattaforme si intreccia con la creazione di nuovi strumenti digitali nell’app ViviVeneto. La disponibilità tecnica dei dati, tuttavia, deve tradursi in informazioni leggibili e tempestive per chi cura.
Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 e continuità delle cure
Roberto Feroli, project manager di Salute.it, sottolinea che il risultato non si misura soltanto contando i documenti caricati. La prova concreta arriva quando un medico deve conoscere terapie, allergie ed esami precedenti senza costringere il paziente, magari anziano o fragile, a ricostruire da solo ogni passaggio.
Un ruolo specifico è affidato al Profilo Sanitario Sintetico, pensato per raccogliere le informazioni essenziali sullo stato di salute dell’assistito. Lo strumento può essere particolarmente utile in pronto soccorso, nel passaggio tra reparti, nelle dimissioni e nella gestione delle patologie croniche.
Il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 deve infine evitare nuove disuguaglianze: chi possiede meno competenze digitali non può essere penalizzato. Il digitale dovrebbe operare dietro le quinte, rendendo più sicura la relazione tra cittadino, professionista e sistema sanitario, nel rispetto delle regole di accesso e protezione dei dati.
































