PFAS nella polvere dei balconi, analisi indipendenti a Legnago e Nuvolera: chiesti controlli

39
PFAS nella polvere

La Rete Zero PFAS Italia rende note analisi indipendenti sulla polvere raccolta a Legnago e Nuvolera e sollecita verifiche pubbliche.

La presenza di PFAS nella polvere raccolta su balconi e in aree esterne è al centro di nuove analisi commissionate dalla Rete Zero PFAS Italia. I campionamenti riguardano Legnago, nel Veronese, e Nuvolera, in provincia di Brescia. L’associazione precisa che i risultati costituiscono segnali da approfondire e propone controlli pubblici in contraddittorio. I dati completi e i rapporti di prova sono pubblicati nella documentazione della Rete Zero PFAS Italia.

A Legnago sono state ricercate sostanze perfluoroalchiliche nella polvere raccolta in prossimità di abitazioni, una scuola e altre aree urbane. Le molecole segnalate comprendono PFBA, PFHxA, PFHpA, 6:2FTOH, 8:2FTOH, PFOA e 6:2FTS, con valori espressi in microgrammi per chilogrammo di sostanza secca. A Nuvolera, secondo la stessa documentazione, alcune concentrazioni risultano più elevate.

Il tema si inserisce nella più ampia vicenda della contaminazione da PFAS in Veneto, che da anni coinvolge cittadini, enti sanitari, amministrazioni e associazioni. I dati presentati non equivalgono automaticamente a una valutazione del rischio sanitario: per collegare le concentrazioni nella polvere all’esposizione delle persone servono protocolli condivisi, campionamenti replicati e interpretazioni degli organismi competenti.

PFAS nella polvere, la richiesta di analisi pubbliche

La Rete sostiene di avere scelto laboratori accreditati per ottenere indicazioni in tempi rapidi sulla possibile presenza dei composti nell’aria e nelle ricadute al suolo. Chiede ora che la pubblica amministrazione effettui verifiche proprie, possibilmente con campionamenti condivisi, così da confrontare metodi e risultati.

L’associazione richiama inoltre l’assenza di limiti europei specifici per le emissioni di PFAS in atmosfera. Questa lacuna rende ancora più importante definire procedure di monitoraggio e criteri di lettura omogenei, evitando sia minimizzazioni sia conclusioni non sostenute da valutazioni scientifiche complete.

Le analisi sui PFAS nella polvere aprono dunque una nuova richiesta di trasparenza. Il passaggio decisivo sarà la risposta degli enti pubblici: confermare o smentire i dati attraverso controlli indipendenti, chiarire le possibili sorgenti e valutare se siano necessarie ulteriori misure ambientali o sanitarie.