Agente obiettore a Vicenza, ricorso contro la Provincia dopo la mancata assunzione

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Agente obiettore a Vicenza, sede del Tribunale dove è stato depositato il ricorso

Il candidato sostiene di essere stato escluso perché non disponibile ad abbattere animali. La controversia è stata portata davanti al giudice del lavoro.

È stato depositato al Tribunale del lavoro un ricorso sulla mancata assunzione di un agente obiettore a Vicenza nella Polizia provinciale. La notizia arriva da una nota di Michele Favaron, secondo cui il candidato, indicato come vincitore del concorso, sarebbe stato scartato dopo avere dichiarato di non essere disponibile a uccidere animali. La Provincia descrive tra le attività della Polizia provinciale anche il recupero e la gestione della fauna selvatica.

Il ricorso, precisa il comunicato, è stato presentato dagli avvocati Nicola Galluzzi e Francesca Pierobon. La tesi della parte ricorrente è che la rinuncia agli abbattimenti per ragioni di coscienza non dovesse impedire l’ingresso in servizio, soprattutto considerando la pluralità dei compiti assegnati al corpo. La questione sarà ora valutata in sede giudiziaria e non risulta ancora una decisione sul merito.

La vicenda si inserisce nel dibattito sulle funzioni della Polizia provinciale di Vicenza nella tutela del territorio, che comprendono antibracconaggio, soccorso degli animali feriti e piani di controllo delle specie. Proprio la compresenza di protezione e contenimento è al centro della contestazione avanzata da Favaron.

Agente obiettore a Vicenza, le ragioni indicate nel ricorso

Secondo la nota, dopo l’esclusione del candidato sarebbero stati assunti concorrenti collocati più in basso nella graduatoria. Il comunicato richiama inoltre altri procedimenti avviati a Belluno e Rimini e presenta quello vicentino come il terzo caso nel quale un giudice del lavoro è chiamato a pronunciarsi sull’obiezione di coscienza rispetto agli abbattimenti faunistici.

Favaron collega il contenzioso alla comunicazione istituzionale dedicata al salvataggio degli animali. Cita la liberazione di un’aquila reale recuperata a San Nazario di Valbrenta e quella di una cerva curata e rimessa in libertà a Recoaro Terme. In entrambi i casi la Provincia aveva evidenziato la collaborazione tra agenti, centri di recupero, volontari e soggetti del territorio.

La nota contrappone queste iniziative ai piani di controllo che autorizzano l’abbattimento di cinghiali, piccioni, cormorani, nutrie, corvidi e volpi. Sono attività distinte dalla caccia ordinaria e affidate a personale o soggetti abilitati, con finalità di gestione faunistica. Per il ricorrente, la disponibilità di altre persone autorizzate renderebbe possibile impiegare l’agente in mansioni compatibili con la sua scelta etica.

La controversia sull’agente obiettore a Vicenza pone quindi un problema di organizzazione del servizio e di libertà di coscienza. Le affermazioni sull’iter concorsuale e sulle ragioni della mancata assunzione provengono dalla parte che ha promosso il ricorso; spetterà al giudice verificare i fatti, le regole applicabili e la posizione della Provincia.