Blocco della logistica e carovita, Flai Cgil: “I lavoratori non paghino il costo della crisi”

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Flai Cgil Veneto schiavon

Il sindacato segnala ripercussioni sulla trasformazione alimentare e sul fresco e chiede al governo misure contro rincari e sospensioni produttive.

Il blocco della logistica e carovita rischia di fermare parti della filiera alimentare italiana. È l’allarme lanciato da Giovanni Mininni, segretario generale della Flai Cgil, secondo cui i depositi saturi e le merci non distribuite stanno già creando difficoltà alle imprese e ai lavoratori.

Le iniziative e le posizioni dell’organizzazione sono pubblicate dalla Flai Cgil nazionale. Il tema si collega alle vertenze sul lavoro e sui comparti produttivi seguite in Italia.

Il sindacato indica tra i settori più esposti la trasformazione alimentare e il comparto del fresco, a partire dall’industria del latte e del pomodoro. Il prolungamento dei fermi potrebbe comportare sospensioni delle attività e problemi di approvvigionamento.

Blocco della logistica e carovita, le richieste della Flai Cgil

Mininni attribuisce l’aumento dei prezzi dell’energia, dei carburanti e delle materie prime alle scelte di politica economica e internazionale del governo. Si tratta di una valutazione politica del sindacato, che chiede di non trasferire sui lavoratori i costi della crisi.

La Flai sostiene che le conseguenze dei blocchi fossero prevedibili, perché le proteste e i fermi nel Sud proseguivano già da oltre dieci giorni. Secondo il segretario generale, la risposta pubblica avrebbe dovuto anticipare le ricadute sui trasporti e sugli scaffali della distribuzione.

Il comunicato richiama inoltre la manifestazione “La Via Maestra” e le richieste su salari, sanità, scuola, pace, diritti e servizi pubblici. Il sindacato propone di destinare più risorse al contrasto della crisi e meno alla spesa militare.

Non vengono indicate nel dettaglio misure operative per sbloccare i trasporti, ma la sollecitazione riguarda interventi rapidi a tutela delle produzioni deperibili e della continuità occupazionale. Il nodo riguarda insieme disponibilità delle merci, prezzi al consumo e tenuta delle aziende.

Per la Flai Cgil, il blocco della logistica e carovita deve essere affrontato evitando che sospensioni produttive e rincari ricadano su dipendenti e famiglie. La richiesta è ora rivolta al governo e ai soggetti responsabili della gestione della crisi.