
Gianluca Giuliano commenta i dati Agenas: segnali di ripresa, ma persistono ritardi e forti differenze tra le regioni.
Liste d’attesa sanitarie in Italia: nei primi nove mesi del 2026 le prenotazioni sarebbero aumentate di oltre due milioni rispetto allo stesso periodo del 2025, con una crescita del dieci per cento. Per Gianluca Giuliano, segretario nazionale UGL Salute, il dato indica una ripresa, ma non basta a garantire il diritto alle cure. Il sindacato richiama il monitoraggio della Piattaforma nazionale delle liste d’attesa di Agenas.
Secondo Giuliano, il miglioramento nel rispetto dei tempi di garanzia non cancella il problema delle oltre tre milioni di visite, esami o accertamenti che continuerebbero a essere erogati oltre i limiti fissati. Anche un ritardo contenuto, osserva il sindacato, può ostacolare la prevenzione e rendere più difficile l’avvio tempestivo di una terapia.
Il confronto riguarda anche la sostenibilità complessiva del sistema sanitario, già al centro delle richieste sulle tariffe delle prestazioni sanitarie e i costi reali. Per UGL Salute l’aumento dei volumi deve essere accompagnato da organizzazione, personale e capacità di ridurre le differenze territoriali.
Liste d’attesa sanitarie in Italia, il nodo delle differenze regionali
Giuliano concentra l’attenzione sulle aree nelle quali peggiorano sia i tempi delle visite sia quelli degli esami specialistici. Il diritto alla salute, afferma, non può dipendere dal codice postale: un cittadino dovrebbe ricevere risposte comparabili indipendentemente dalla regione nella quale risiede.
Il sindacato chiede quindi uno sforzo straordinario in termini di risorse e gestione. Tra le priorità indica la valorizzazione del personale sanitario, sottoposto a ritmi di lavoro intensi, e il rafforzamento dei servizi che devono assorbire la domanda accumulata. L’obiettivo non è soltanto aumentare il numero delle prenotazioni, ma trasformarle in prestazioni effettuate entro le scadenze previste.
UGL Salute annuncia che continuerà a monitorare i dati e a sollecitare interventi perché il Servizio sanitario nazionale torni a essere equo, efficiente e accessibile. Le liste d’attesa sanitarie in Italia restano così un indicatore decisivo: la crescita dell’attività è un segnale positivo, ma i milioni di prestazioni fuori tempo mostrano che il recupero è ancora incompleto.

































