Giovani e violenza, Popolari per il Veneto propone un piano regionale per l’adolescenza

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Piano regionale per l’adolescenza, giovani impegnati in un’attività educativa

Il movimento guidato da Silvio Scanagatta chiede alla Regione un progetto condiviso con scuole, famiglie, Comuni, associazioni e servizi sociali.

Un piano regionale per l’adolescenza che metta insieme educazione, partecipazione e prevenzione della violenza. È la proposta avanzata da Popolari per il Veneto dopo gli episodi che possono coinvolgere anche minorenni durante le manifestazioni pubbliche. Il movimento, presieduto da Silvio Scanagatta, invita a non fermarsi alla condanna dei comportamenti illeciti e a interrogarsi sulle opportunità offerte ai giovani. Posizioni e attività del gruppo sono raccolte sul sito dei Popolari per il Veneto.

La richiesta arriva nel dibattito aperto sugli scontri nei cortei e sulle risposte da costruire prima che il disagio si trasformi in violenza. Una discussione che riguarda anche autonomia, responsabilità e partecipazione delle nuove generazioni, oltre agli strumenti di sicurezza da adottare nelle grandi manifestazioni.

Secondo il movimento, l’adolescenza è una fase in cui cresce il desiderio di autonomia mentre l’influenza dei genitori può diventare meno immediata. Per questo non sarebbe sufficiente indicare ai ragazzi ciò che non devono fare: servono occasioni concrete nelle quali esprimersi, assumere responsabilità e sperimentare forme positive di cittadinanza.

Piano regionale per l’adolescenza, una rete educativa nei territori

Sport, volontariato, parrocchie, associazioni culturali, organizzazioni giovanili e movimenti politici vengono indicati come possibili luoghi di crescita. La partecipazione, tuttavia, non è accessibile a tutti nello stesso modo. Barriere sociali, economiche, culturali e linguistiche possono tenere lontani i ragazzi, mentre in alcuni quartieri periferici mancano spazi di aggregazione e relazioni continuative con adulti di riferimento.

Da qui l’idea di costruire un progetto regionale insieme alle agenzie educative già presenti nei territori. Scuole, famiglie, Comuni, associazioni sportive e culturali, parrocchie e servizi sociali dovrebbero contribuire a individuare i bisogni, valorizzare le esperienze efficaci e creare opportunità accessibili di socializzazione e corresponsabilità.

Popolari per il Veneto richiama inoltre tre aspetti che considera poco affrontati nel confronto pubblico: la posizione delle donne impegnate nelle istituzioni, la responsabilità educativa verso gli adolescenti e il ruolo della scuola. L’educazione, precisa il movimento, non può ricadere soltanto sulle madri e deve coinvolgere l’intera comunità.

La scuola dovrebbe essere parte attiva del percorso, ma non essere lasciata sola ad affrontare problemi che interessano tutta la società. Alla prevenzione educativa il movimento affianca la richiesta di servizi d’ordine adeguati nelle grandi manifestazioni, nel rispetto delle norme e in coordinamento con le autorità, per tutelare chi partecipa pacificamente e ridurre le situazioni di rischio.

La proposta punta quindi a collegare fermezza e prevenzione. Regole e sicurezza restano necessarie, ma diventano più efficaci se accompagnate da spazi, opportunità e responsabilità reali. L’apertura di un confronto sul piano regionale per l’adolescenza dovrebbe trasformare questi obiettivi in interventi continuativi, verificabili e diffusi nel territorio veneto.