Cecilia Zandalasini campionessa WNBA: ora torna al Famila Schio da regina d’America

Secondo titolo americano per l’azzurra, decisiva nelle Finals con Golden State. Ora il ritorno al PalaRomare per Serie A1 ed Eurolega.

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Cecilia Zandalasini festeggia il titolo WNBA con le Golden State Valkyries
Cecilia Zandalasini con le Golden State Valkyries, campionesse WNBA 2026 (foto FIP)

Cecilia Zandalasini torna al Famila Schio con un altro anello WNBA al dito. L’ala azzurra ha conquistato il secondo titolo della carriera nel massimo campionato professionistico statunitense con le Golden State Valkyries, vittoriose 68-63 sulle Atlanta Dream nella decisiva gara 7 delle Finals. Dopo i festeggiamenti a San Francisco, per la trentenne lombarda si apre ora il nuovo capitolo in Serie A1 e in Eurolega con la maglia orange.

È un ritorno che acquista un peso ancora maggiore per Schio. Il Famila aveva annunciato Zandalasini con un accordo biennale: la giocatrice ritrova il club nel quale, arrivata appena diciottenne, aveva già vinto tre scudetti, tre Coppe Italia e quattro Supercoppe italiane. Ora rientra con un’esperienza internazionale più ricca e con un primato che la colloca nella storia del basket italiano.

Zandalasini, due titoli WNBA a nove anni di distanza

Il primo successo era arrivato nel 2017 con le Minnesota Lynx, quando Zandalasini aveva 21 anni. Nove anni più tardi è diventata campionessa con una franchigia nata soltanto nel 2024 e capace di raggiungere il titolo alla seconda stagione. Golden State ha chiuso i playoff con nove vittorie e quattro sconfitte, superando Dallas, Las Vegas e infine Atlanta per 4-3 nella serie conclusiva.

Nell’ultima partita Zandalasini ha segnato due punti entrando dalla panchina, ma il suo contributo nelle Finals è stato ben più ampio. Nelle prime sei gare della serie aveva realizzato 57 punti, con 10 punti nella vittoria di gara 4 e 12 in gara 5. Proprio in quella sfida, chiusa 64-55, aveva tirato con il 50 per cento dal campo e fatto registrare il miglior plus-minus della squadra, +9. Utilizzata prima in quintetto e poi come cambio di energia, ha dato qualità alle rotazioni costruite dalla coach Natalie Nakase.

La protagonista della decisiva gara 7 è stata Gabby Williams, nominata Mvp delle Finals dopo una prestazione da 30 punti e quattro stoppate. Ventotto dei suoi punti sono arrivati nel secondo tempo, quando le Valkyries hanno completato la rimonta e indirizzato una partita rimasta in equilibrio fino agli ultimi minuti.

Dal “Ballhalla” di San Francisco al PalaRomare

Per il Famila Schio il rientro di Zandalasini significa inserire nel campionato italiano e in Eurolega una giocatrice appena uscita da una lunga corsa al titolo, abituata a reggere pressione e responsabilità. La sua versatilità, la capacità di colpire dalla distanza e il lavoro difensivo aggiungono esperienza internazionale a una squadra che punta ancora ai massimi traguardi.

Il legame con Schio, del resto, non è nuovo. Qui Zandalasini ha completato la propria crescita ad alto livello prima delle esperienze con Fenerbahçe, Virtus Bologna e Galatasaray e delle stagioni americane. Il ritorno in orange era stato presentato dalla stessa giocatrice come un ritorno a casa, ma con una consapevolezza diversa dentro e fuori dal campo.

Il presidente della Federazione italiana pallacanestro, Gianni Petrucci, si è congratulato con l’azzurra sottolineando un risultato mai raggiunto prima da un italiano: due titoli in un campionato professionistico americano. La Fip ha ricordato come il successo premi capacità, sacrifici e continuità, indicando la carriera di Zandalasini come esempio per le giovani cestiste.

Ora l’attenzione si sposta sul PalaRomare. La campionessa WNBA lascia il “Ballhalla” di San Francisco e raggiunge una delle capitali europee del basket femminile. Schio la riaccoglie non soltanto come una grande ex, ma come una giocatrice nel pieno della maturità, chiamata a trasformare l’energia del titolo americano in nuove ambizioni orange.

Fonte: Repubblica.it, Federazione Italiana Pallacanestro e Golden State Valkyries.