Presentato “C’era una volta la Rai”di Barbara Floridia (M5S), libro nato dall’esperienza come presidente Commissione di Vigilanza: «Urge una riforma Rai»

In dialogo con l'autrice, che afferma: «la Rai è dei cittadini, non del governo di turno», c'era il direttore di ViPiù.it Giovanni Coviello

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Barbara Floridia (M5S) in dialogo con Giovanni Coviello, direttore di VicenzaPiù e ViPiu.it, ha affrontato a Vicenza alcune problematiche riscontrate nel lavoro come senatrice e come presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai: dal controllo del Governo sull’operato della Commissione all’urgenza di una riforma della Rai, fino alla necessità che l’azienda si occupi di attualità parlando di social network e digitalizzazione.

Al Centro Civico dei Ferrovieri – recentemente rinnovato – ieri sera Barbara Floridia ha presentato il suo libro “C’era una volta la Rai. Cosa resta del servizio pubblico nell’epoca delle verità alternative”, pubblicato da Edizioni Dedalo con prefazione di Luciano Canfora -, i cui proventi andranno a favore delle scuole di Niscemi che hanno subito gravi danni a causa di una frana -. A moderare l’incontro, attraverso domande puntuali, c’era il direttore responsabile di ViPiù.it e VicenzaPiù, Giovanni Coviello, che ha già pubblicato una prima cronaca della serata.

L’incontro, promosso dal Gruppo territoriale M5S di Vicenza e ideato durante il festival Fornaci Rosse, è stato aperto dai saluti di Simone Contro, coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle in Veneto, e di Giovanni Glorioso, coordinatore del gruppo vicentino.

Barbara Floridia
La sala piena al primo piano del Centro Civico dei Ferrovieri, in via Rismondo.

L’esperienza come presidente della Commissione di Vigilanza Rai

L’esperienza di Barbara Floridia come presidente della Commissione di Vigilanza Rai e il suo apporto ai lavori della stessa Commissione derivano dal suo passato come professoressa di lettere – per quindici anni ha insegnato anche nelle scuole del vicentino -. «Come insegnante ho voluto dare gli strumenti ai ragazzi per essere persone libere, imparando a leggere e interpretare quando accadeva nella realtà». Ed è un concetto che Floridia ha ripetuto più volte nel corso della serata, poiché secondo la sua opinione i cittadini non si informano abbastanza, e se anche s’informano, ricevono spesso notizie filtrate dalla politica, non hanno quindi gli strumenti per esprimere un voto libero.

Il titolo del libro sottolinea in maniera provocatoria una differenza tra la Rai delle origini, quando venivano trasmessi programmi educativi come “Non è mai troppo tardi” e poi con il pluralismo delle tre reti che conservavano ciascuna una propria linea editoriale identitaria, e l’attualità: l’azienda essendo “nelle mani di pochi” ha perso la propria libertà di trasmettere un’informazione autonoma e priva di condizionamenti.

Secondo la senatrice il paradosso nel sistema informativo nasce anche dal fatto che la Rai segue il Governo (attualmente di destra), Mediaset è strettamente legata a Forza Italia, così come quotidiani come Il Giornale, Libero e Il Tempo sono controllati da Antonio Angelucci, ex deputato, prima di FI e poi della Lega. La narrazione che passa attraverso l’informazione risulta, secondo la senatrice, sproporzionata e incompleta, e questo aprirebbe anche al rischio di infrazioni dell’EMFA (European Media Freedom Act = regolamento europeo sulla libertà dei media) e a sanzioni per le tv.

Per la Rai sarebbe quindi necessaria una riforma, da un lato per «liberarla dal controllo del Governo» e dall’altro per mettere in campo iniziative che sapessero raccontare la complessità del presente, per esempio sensibilizzando giovani e meno giovani sull’uso dei social attraverso un’educazione alla digitalizzazione. Quest’ultima funzione richiamerebbe alla triade: informare, educare e intrattenere, teorizzata negli anni Venti per la BBC britannica e successivamente adottata come pilastro portante della Rai guidata da Ettore Bernabei.

Floridia auspicherebbe una Rai dove lo stesso spazio venisse dato a tutti i politici ma in modo costruttivo e credibile, attraverso un sano confronto e non mediante un “monopolio di chi grida di più” come avviene nei talk show.

barbara floridia
Giovanni Coviello e le domande a Barbara Floridia

La bolla social secondo Barbara Floridia

Dopo il racconto della vicenda che ha portato la senatrice a lasciare il posto di presidente della Commissione Vigilanza Rai, uno spunto interessante su cui ha focalizzato l’attenzione del pubblico presente è proprio la deriva sociale provocata dai social: aumentano sempre di più i giovani che non sanno leggere i testi in italiano e che, quando aprono un articolo sullo smartphone, tendono a leggere solamente il titolo e le prime righe. Il cellulare, dunque, sta «diseducando alla complessità», oltre al fatto che lo scrolling infinito fa perdere la cognizione del tempo.

Una delle proposte fatte come presidente della Commissione di Vigilanza Rai era proprio quella di costruire una piattaforma comune dei servizi pubblici europei, svincolando le reti televisive dall’inserimento in piattaforme social, dove le regole sono “decise da altri”.

Le domande del pubblico presente ai Ferrovieri: la possibile riforma Rai

Tra il pubblico che ha riempito la sala, oltre a numerosi esponenti politici provinciali, anche vecchi amici, ex colleghi delle scuole in cui Barbara Floridia ha insegnato, e due ex alunni. Un pubblico attento che ha mantenuto vivo un confronto sul condizionamento politico dell’informazione attraverso domande stimolanti.

Un cittadino ha ricordato come negli anni siano stati fatti diversi disegni di legge di riforma del sistema radiotelevisivo pubblico al cui interno era presente la proposta di istituire una fondazione Rai per “sganciare” la governance dell’azienda dal controllo politico diretto, da rinnovare ogni dieci anni. L’intervento ha evidenziato, inoltre, come l’extragettito che la Rai ricava dovrebbe essere reinvestito in produzioni indipendenti e d’interesse collettivo, oltre che nell’acquisizione dei diritti di manifestazioni sportive.

Floridia ha risposto evidenziando come quella della fondazione sia già una proposta superata, mentre attualmente si predilige l’idea di creare un Cda allargato che si rinnova autonomamente senza sincronia con l’elezione del Governo, che sia composto da professionisti di alto livello scelti sulla base dei criteri oggettivi. La senatrice si è detta d’accordo nella necessità di incrementare le risorse per acquisire diritti sportivi e per produzioni di più alta qualità.

Il tema della riforma è stato ripreso poi da un altro cittadino presente in sala, che ha chiesto con quali strumenti il Movimento 5 stelle si possa presentare per ottenere effettivamente una modifica strutturale dell’azienda televisiva. Floridia ha sottolineato come, rispetto al passato, oggi ci sia un campo progressista che si sta costruendo e che ha maggiore “forza” per ottenere le riforme. Fermo restando una questione: «Io voglio fare la riforma perchè la Rai sia migliore, non perché sia di sinistra» ha chiosato, raccogliendo l’applauso del pubblico.

La necessità di investimenti e il tema del digitale

Sul tema del giovani che vanno all’estero, Barbara Floridia ha raccolto la palla del pubblico per sottolineare la necessità di investire maggiormente nel welfare, affinché le persone abbiano la possibilità di mettere in piedi una casa e una famiglia, e di poter fare figli; necessari per far rimanere i giovani nel nostro Paese sono strumenti come salari adeguati,  strutture e servizi pubblici.

La senatrice ha raccontato come nelle discussioni sul Decreto Scuola, avesse fatto la proposta di utilizzare 1 miliardo del Fondo per gli Interventi Strutturali di Politica Economica (FISPE) per distribuirlo ai comuni con famiglie in difficoltà o per investimenti sulla scuola, ricevendo però parere contrario. «E’ una questione di scelte. Serve tempo per scegliere dove mettere soldi e come implementarli»; una proposta è quella di raccogliere i proventi degli extraprofitti, dalle banche, dalle aziende che producono armi, da quelle energetiche o, andando indietro nel tempo, dalle case farmaceutiche arricchitesi in periodo Covid.

Raccogliendo la tematica della digitalizzazione, Simone Contro, coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle in Veneto, ha riportato la notizia, circolata qualche giorno fa, che Salvatore Aranzulla ha parlato del calo dei propri ricavi derivanti dal blog di cui è titolare. Il suo sito ha perso metà dei visitatori rispetto a due anni fa: nel 2024 registrava circa un milione di visitatori al giorno, oggi, secondo il fondatore, sono scesi a 500 mila.

Contro ha lanciato una provocazione: se l’IA uccide la vera informazione, poiché le persone digitano le domande sul motore di ricerca, ricevendo le informazioni senza più la necessità di visitare il sito della fonte primaria, tra un po’ di tempo dove andrà l’AI a “pescare” le notizie utili a chi ricerca? L’ospite della serata ha confermato come l‘intelligenza artificiale sia un tema delicato per la democrazia ma anche dal punto di vista politico, sociale ed economico: sarebbe necessario chiedersi dove l’IA prende le informazioni che ci propone, anche in ragione del fatto che su internet circolano profili falsi e numerose fake news.

A chiudere la serata, proficua di scambi, una signora ha chiesto se prima o poi verrà fatta una legge per regolamentare l’uso del cellulare a bambini e ragazzi. Il problema, ha risposto Floridia, è la mancanza di una seria educazione digitale, non solo per le giovani generazioni che rischiano di rimanere poi “intrappolate” nelle dinamiche che nascono sui social tanto da non riuscire a staccarsi dagli smartphone, ma anche per le famiglie, dai genitori ai nonni.

Rileggi la cronaca della serata e rivedi il video dell’intervento di Barbara Floridia a Vicenza.