
L’accordo Gps Vicenza approvato con condizioni dalla giunta prevede il recupero di circa sei milioni di euro entro gennaio 2029, sostenuto da ipoteca e fideiussione.
L’accordo Gps Vicenza entra in una nuova fase: la giunta comunale ha aderito con condizioni alla proposta formulata dall’ex gestore del servizio di sosta nell’ambito della composizione negoziata della crisi d’impresa. Il piano dovrebbe consentire all’amministrazione di recuperare complessivamente circa sei milioni di euro entro gennaio 2029.
Il Comune di Vicenza ha reso note le condizioni dell’intesa dopo avere acquisito la relazione dell’esperto indipendente incaricato di seguire la procedura e il parere favorevole del Collegio dei revisori dei conti. La valutazione indica nella nuova proposta il miglior risultato concretamente raggiungibile nella composizione negoziata.
La decisione segue il precedente rifiuto dell’accordo proposto da Gps, giudicato alcune settimane fa non sufficientemente solido sotto il profilo delle garanzie. La nuova formulazione introduce una scansione dei pagamenti e un sistema di tutele più ampio.
Accordo Gps Vicenza, tempi di rientro e garanzie per il Comune
La prima tranche prevede la restituzione di due milioni di euro entro il 31 ottobre 2026, utilizzando fondi che rientrano nelle disponibilità dell’azienda. Il piano comprende inoltre la valorizzazione di alcuni investimenti realizzati in città e ceduti all’amministrazione comunale.
Altri tre milioni dovrebbero essere versati entro il 31 ottobre 2028 grazie alla vendita di un immobile. Sul bene è stata iscritta una garanzia ipotecaria da 2,5 milioni, che il Comune potrà escutere qualora l’operazione non si concluda. Ulteriori centinaia di migliaia di euro sono previste entro il 31 gennaio 2029.
Resta inoltre attiva la fideiussione bancaria da 1,9 milioni depositata al momento della stipula del contratto. I due strumenti portano il bacino complessivo delle garanzie a 4,4 milioni di euro. L’accordo Gps Vicenza è quindi subordinato al rispetto delle condizioni approvate e non cancella le tutele già disponibili per l’ente.































