
(Adnkronos) – Promuovere un modello di alimentazione per l’infanzia ispirato ai principi della dieta mediterranea. Così Plasmon, storico marchio italiano dell’alimentazione per l’infanzia e oggi parte del Gruppo italiano NewPrinces, rinnova il proprio impegno a sostegno della filiera agroalimentare italiana e rafforza il dialogo con il mondo scientifico, oggi a Sabaudia, nel corso del workshop istituzionale ‘La politica del fare a tutela del bambino’, dove l’azienda ha confermato il proprio impegno a valorizzare il sistema agroalimentare italiano attraverso la produzione nel Paese e il sostegno alle filiere nazionali, contribuendo così a sostenere occupazione, competenze industriali e sviluppo dei territori.
L’incontro – informa una nota – ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo agroalimentare e industriale, della pediatria, della ricerca e della società civile. Al centro del confronto, il valore della filiera italiana e il suo contributo concreto alla salute e al futuro delle nuove generazioni. La collaborazione con la comunità scientifica consente di affrontare i temi dell’alimentazione infantile sulla base di competenze qualificate e di promuovere una maggiore consapevolezza sul ruolo della dieta mediterranea nei primi anni di vita. Una visione che parte dall’Italia e che guarda, con ambizione, ai mercati internazionali.
“Gli stabilimenti di Latina e Ozzano Taro (Pr) – riferisce l’azienda – costituiscono un hub industriale integrato d’eccellenza che impiega oltre 600 persone e riunisce competenze uniche nella nutrizione infantile e specializzata. Qui vengono prodotti biscotti – circa 1,8 miliardi all’anno – omogeneizzati e pouch, nonché latte liquido e in polvere per l’infanzia. Un patrimonio industriale che contribuisce a sostenere occupazione, knowhow e filiere agroalimentari italiane, garantendo elevati standard di qualità, sicurezza e tracciabilità. Plasmon rafforza il proprio impegno verso la filiera agroalimentare nazionale, privilegiando materie prime italiane selezionate nelle aree più vocate per ciascuna produzione. Oggi cereali, frutta – ad eccezione delle varietà che richiedono condizioni geografiche specifiche – e, a breve, anche il latte utilizzati nei prodotti dell’azienda, provengono da filiere italiane. Ad esempio, l’iconico Biscotto Plasmon utilizza farine ottenute da cereali 100% italiani, a conferma del legame storico dell’azienda con il territorio e con le famiglie italiane”.
Il modello produttivo Plasmon si fonda su controlli rigorosi lungo l’intera filiera, con particolare attenzione alla tracciabilità delle materie prime, dal campo o dall’allevamento fino al prodotto finito. “Da 45 anni l’azienda adotta Oasi nella Crescita® – continua la nota – un protocollo interno che garantisce tracciabilità completa, selezione delle migliori materie prime nelle aree più vocate e coinvolgimento di fornitori qualificati, assicurando standard elevati di qualità e sicurezza”.
“Il ritorno di Plasmon in Italia costituisce un’importante operazione industriale, ma anche una precisa scelta di valorizzazione della filiera italiana – afferma Angelo Mastrolia, presidente di NewPrinces – La giornata di oggi rappresenta concretamente il nostro desiderio di riunire istituzioni, scienza, filiera e associazioni attorno a un obiettivo comune: la tutela del bambino. Vogliamo sostenere il valore delle produzioni nazionali e il patrimonio di competenze che le rende possibili con l’aspirazione di allargare i benefici della dieta mediterranea all’infanzia e di esportarli, domani, anche fuori dall’Italia”.
Il ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida sottolinea: “Il ritorno della proprietà di Plasmon in Italia ci inorgoglisce perché conferma una tendenza positiva: molte aziende stanno tornando a investire affermando la qualità italiana nelle filiere. Parliamo di un marchio che ha accompagnato la crescita di generazioni di bambini e che oggi può continuare a investire su qualità, innovazione. Il Governo Meloni è impegnato a sostenere le imprese che creano valore, rafforzano le filiere produttive italiane e promuovono una corretta educazione alimentare fin dall’infanzia”.
“La scelta di Plasmon di rafforzare il legame con la filiera agricola italiana – evidenzia Ettore Prandini, Presidente nazionale di Coldiretti – rappresenta un segnale importante perché unisce qualità delle produzioni, sicurezza alimentare e tutela della salute delle nuove generazioni. Come Coldiretti sosteniamo da tempo che la prevenzione comincia dal cibo e che proprio nei primi anni di vita si costruisce il rapporto che accompagnerà i bambini con l’alimentazione e con la salute. Per questo servono materie prime italiane, tracciabili e garantite, una sempre maggiore trasparenza sull’origine e un modello alimentare fondato sui principi della dieta mediterranea. Mettere insieme agricoltori, industria, pediatri e ricerca scientifica – aggiunge – significa costruire una filiera che non guarda soltanto al prodotto, ma alla persona. È questa la direzione che dobbiamo seguire: valorizzare il lavoro dei nostri agricoltori e, nello stesso tempo, garantire alle famiglie il diritto di scegliere per i propri figli un cibo buono, sicuro e di qualità”
Il workshop istituzionale – conclude la nota – si è svolto al termine di un importante appuntamento scientifico: un corso avanzato sulla nutrizione, dedicato ai giovani pediatri in formazione e al loro ruolo di guida delle famiglie verso corrette abitudini alimentari. Il corso ha coinvolto importanti Scuole di specializzazione in pediatria italiane, oltre alle principali società scientifiche del settore: Sip (Società italiana di pediatria), Sin (Società italiana di neonatologia), Fimp (Federazione italiana medici pediatri), Siaip (Società italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica), Sinupe (Società italiana di nutrizione pediatrica), Sipps (Società italiana di pediatria preventiva e sociale) e Onsp (Osservatorio nazionale specializzandi pediatria). Coordinatori del percorso formativo e protagonisti della tavola rotonda conclusiva dell’evento istituzionale sono stati Massimo Agosti, professore dell’Università degli Studi dell’Insubria, Giovanni Corsello, dell’Università degli Studi di Palermo, Gian Luigi Marseglia, dell’Università degli Studi di Pavia, Fabio Mosca e Gian Vincenzo Zuccotti dell’Università degli Studi di Milano.
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