
Padri in Movimento propone agli asili e alle scuole di coinvolgere entrambi i genitori nelle comunicazioni ordinarie e nelle emergenze.
I contatti scolastici dei genitori dovrebbero essere gestiti in modo paritario, evitando che asili nido e scuole dell’infanzia chiamino automaticamente e soltanto la madre. È la richiesta formulata da Luca Valentini, coordinatore di Padri in Movimento per il Trentino-Alto Adige, in coincidenza con la ripresa delle attività educative. Il tema si inserisce nelle difficoltà di conciliazione tra lavoro e responsabilità familiari rilevate anche dall’indagine Istat sulla conciliazione tra lavoro e famiglia.
Per l’associazione, l’abitudine di rivolgersi per prima alla madre in caso di febbre, piccoli incidenti o materiale dimenticato concentra su una sola persona interruzioni lavorative, incombenze e pressione organizzativa. Allo stesso tempo, sostiene Valentini, il padre viene spesso trattato come un contatto di riserva anche quando intende partecipare pienamente alla gestione quotidiana dei figli. Sul versante della condivisione delle responsabilità, un precedente approfondimento ha illustrato anche il vademecum sui congedi parentali della Consulta di Vicenza.
Contatti scolastici dei genitori: le tre proposte
Padri in Movimento indica tre interventi pratici. Il primo consiste nell’alternare i numeri da chiamare per le emergenze, senza individuare in modo permanente la madre come referente principale. Il secondo prevede l’invio simultaneo di circolari, avvisi e altre comunicazioni a entrambi i genitori, attraverso posta elettronica e registro digitale.
La terza proposta riguarda la modulistica utilizzata all’iscrizione: l’associazione chiede di eliminare le schede che distinguono un genitore principale da un secondo contatto facoltativo. L’obiettivo dichiarato è rendere effettiva la corresponsabilità nelle attività quotidiane, andando oltre una ripartizione affidata alle abitudini degli uffici o delle singole strutture.
Si tratta di un intervento d’opinione e di una richiesta rivolta ai servizi educativi, non della descrizione di una procedura già adottata in modo uniforme. Valentini collega la proposta al principio della bigenitorialità e invita scuole e famiglie a considerare anche le piccole comunicazioni organizzative come parte concreta della condivisione dei compiti di cura.



































