Allagamenti alla Stanga a Vicenza, piano in tre fasi tra pompe, controlli e lavori Tav

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allagamenti alla Stanga

Per contrastare gli allagamenti alla Stanga il Comune di Vicenza prepara interventi in tre fasi: pompa potenziata, telecontrollo, verifiche alle reti e opere con la Tav.

Il piano contro gli allagamenti alla Stanga si articola in interventi a breve, medio e lungo termine. Dopo la bomba d’acqua del 10 settembre, Comune di Vicenza, Amcps e Viacqua hanno analizzato le criticità della zona e definito le prime misure da applicare all’impianto di sollevamento e alla rete delle acque meteoriche.

Il Comune di Vicenza ha illustrato il programma per via della Stanga, inserendolo nel progetto da 350 mila euro per la manutenzione straordinaria delle acque bianche. L’intervento comprende il telecontrollo dei 28 impianti di sollevamento comunali.

La decisione arriva dopo il nubifragio che ha richiesto soccorsi nelle abitazioni della Stanga. La ricognizione tecnica ha confermato che la pompa, probabilmente fuori uso da anni, ha una potenza di 1,3 kilowatt e non è sufficiente per precipitazioni intense.

Allagamenti alla Stanga, tre livelli di intervento sulla rete idraulica

Nella prima fase sarà ripristinato e potenziato l’impianto di sollevamento. Per ridurre l’acqua in ingresso si prevede anche di deviare i flussi provenienti dalla rampa dello svincolo. Viacqua effettuerà videoispezioni delle condotte e controllerà gli allacciamenti delle abitazioni, indicando ai privati eventuali sistemi di protezione passiva.

La fase intermedia prevede una revisione complessiva del sistema, con l’eventuale adeguamento delle tubazioni, il telecontrollo e altre migliorie tecniche. Nel lungo periodo lo schema di scarico dell’intero ambito dovrà essere ripensato insieme ai lavori dell’alta velocità, che prevedono un parcheggio scambiatore al posto del campo da calcio a servizio della fermata Brt.

L’area si trova in un punto di raccolta naturale delle acque del quartiere. Il programma per gli allagamenti alla Stanga si collega agli investimenti comunali sui capofossi, ai nodi idraulici del quadrante nord-est e alla redazione del Piano comunale delle acque, previsto dalla Regione ma finora non adottato dalla città.