Baby gang a Bolzano Vicentino, CNDDU: “Attivare percorsi responsabilizzanti”

48
baby gang vicentino adolescenti violenti
foto archivio

I recenti radi delle baby gang a Bolzano Vicentino oggetto di un commento di Romano Pesavento, presidente del Cnddu.

La prefettura di Vicenza, su input del sindaco Lorenzo Cracco, ha disposto un aumento dei controlli per tenere a bada il fenomeno che nelle ultime settimane ha portato il paese al centro della cronaca locale.

Tra gli ultimi e più gravi episodi attribuiti a gruppi di adolescenti, ragazzi tra i 14 e i 16 anni, si segnalano un raid sul pulmino dei disabili di un’associazione di volontariato, danneggiamenti alle cucine e alle strutture della sagra locale, dove era stipato anche il materiale per il Grest dei bambini.

Baby gang a Bolzano Vicentino, CNDDU: “Attivare percorsi responsabilizzanti”

Secondo il presidente del Coordinamento Nazionale Docenti per i Diritti Umani, oltre agli interventi delle forze dell’ordine e a una rete tra istituzioni locali, è necessario che “nei confronti dei responsabili, soprattutto se minorenni, siano attivati percorsi che li obblighino a confrontarsi concretamente con il danno arrecato”.

Come? “Riparare ciò che si è distrutto – elenca Pesavento -, dedicare tempo al servizio della collettività, collaborare con associazioni che operano accanto alle persone più fragili o contribuire al recupero dei beni pubblici”, nell’ottica di un impegno che costituisca “un’occasione per comprendere il significato delle proprie azioni. La sanzione acquista valore solo quando riesce a trasformarsi in responsabilità”.

L’opinione del CNDDU è rivolta in particolare ai soggetti educanti: “Una società che si abitua a considerare inevitabili questi episodi ha già iniziato a perdere la propria battaglia educativa. Il problema non sono pochi giovani che scelgono la strada della sopraffazione, ma tutti gli adulti che finiscono per convincersi che non ci sia più nulla da fare – dichiara Pesavento -.

È proprio questa rassegnazione il terreno più fertile sul quale crescono l’arroganza, l’impunità e il disprezzo delle istituzioni. Restituire autorevolezza alle regole, rendere certe le conseguenze dei comportamenti illeciti e ricostruire un’autentica alleanza educativa non è una scelta politica: è una responsabilità morale verso le nuove generazioni e verso tutti quei cittadini che chiedono soltanto di vivere in una comunità sicura, rispettosa e civile”, conclude il presidente del CNDDU.