Basi Usa a Vicenza: il timore del disimpegno in Europa visto da Possamai e Rucco

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Rendering alloggi della Caserma Ederle U.S. Army Garrison Italy basi usa
Rendering alloggi della Caserma Ederle U.S. Army Garrison Italy

Crescono i timori per il possibile depotenziamento della Basi Usa in Europa a seguito delle parole recentemente espresse dal Segretario americano alla Guerra, Pete Hegseth che ha strigliato i ministri della Difesa per lo scarso contributo all’Alleanza e per aver negato mezzi e basi all’operazione di Donald Trump in Iran.

Si è parlato infatti di programma della “Nato 3.0”, la nuova Alleanza atlantica che l’amministrazione americana vorrebbe e che prevederebbe un rimpatrio delle truppe Usa dall’Europa e gli alleati a pensare in proprio alla difesa del continente.

Siamo stati tra i primi a porci interrogativi circa uno scenario del genere calato su Vicenza, dove è ben nota la presenza di Basi Usa. Dal web e soprattutto dalle pagine cartacee di Vicenza Più Viva (rivista) abbiamo ragionato ad esempio su cosa eventualmente “pensare” per riempire i vuoti che una ritirata americana comporterebbe.

In queste ore, il tema torna d’attualità proprio con le parole di Hegseth e si registrano commenti da parte di due protagonisti della politica vicentina.

Basi Usa a Vicenza: sindaco Possamai: “Disimpegno? A Vicenza proseguono i lavori per gli alloggi delle famgilie dell’esercito”

Il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai, ne ha parlato oggi a Il Corriere del Veneto, con dichiarazioni che lasciano pensare a una scarsa possibilità che il depotenziamento possa interessare la città.

Mentre negli Usa fanno queste dichiarazioni i lavori per la riqualificazione immobiliare del villaggio residenziale della caserma Ederle vanno avanti“, ha detto il primo cittadino del Pd al collega Gabriele Fusar Poli.

Un chiaro riferimento al cantiere per le abitazioni per le famiglie dell’esercito americano a Vicenza per centinaia di milioni di dollari con l’intero progetto abitativo che dovrebbe essere concluso entro il 2028-2029.

Rucco (FdI): “Presenza Usa è una risorsa per Vicenza. Sinistra superi l’ideologia ‘No Dal Molin’”

Se Possamai non vede segnali di disimpegno, Francesco Rucco, sindaco della città prima di Possamai, oggi anche vicepresidente del Consiglio della Regione Veneto per Fratelli d’Italia propende per sottolineare l’importanza per Vicenza della presenza delle basi Usa.

Rucco parte proprio dalle parole di Egseth per dire che anche nel capoluogo berico è necessaria “una riflessione seria. La presenza Usa nella nostra città rappresenta da decenni una risorsa strategica sul piano economico, occupazionale, sociale e della sicurezza internazionale. Per questo va difesa e valorizzata, favorendo una maggiore integrazione tra la comunità vicentina e quella americana. Non basta prendere atto di questo rapporto: bisogna farlo crescere a beneficio della città”.

Per Rucco non ci sono dubbi che le installazioni americane sono uno dei principali datori di lavoro della città per il personale civile italiano, come per fornitori, professionisti e attività economiche collegate.

“La presenza Usa – ha dichiarato – genera un indotto di oltre 340 milioni di dollari all’anno sul territorio vicentino, tra stipendi, affitti, servizi, forniture e consumi. È un dato enorme, che dovrebbe imporre a tutti un approccio pragmatico”.

Rucco rivendica la coerenza della propria posizione: “Su questo tema non abbiamo cambiato idea a seconda del vento politico: da oltre vent’anni sosteniamo con chiarezza il valore del rapporto con gli Stati Uniti. Lo facevamo quando ero capogruppo di Alleanza Nazionale in Consiglio comunale nel 2006, durante le discussioni sulla nuova base Del Din, lo abbiamo fatto negli anni del mio mandato da sindaco e continuiamo a farlo oggi.

Dispiace constatare che una parte della sinistra vicentina non sia mai davvero uscita dalla stagione dell’ideologia no-Dal Molin. Per anni ha alimentato una lettura pregiudiziale, spesso antiamericana, incapace di distinguere tra legittime osservazioni sul territorio e rifiuto ideologico di una presenza che, nei fatti, ha prodotto lavoro, relazioni, investimenti e centralità internazionale per Vicenza. Il compito delle istituzioni locali deve essere quello di costruire una nuova fase nei rapporti tra città e comunità americana: servono più occasioni di incontro, più scambi tra scuole, università, associazioni, imprese, mondo culturale e comunità americana. Vicenza deve saper trasformare questa presenza in un ponte stabile con gli Stati Uniti, favorendo investimenti, relazioni economiche, eventi culturali, iniziative sportive e percorsi di integrazione reale. Non possiamo permetterci che un rapporto così importante resti confinato dentro le caserme.

L’amicizia tra Italia e Stati Uniti – conclude Rucco – non dipende da chi siede pro tempore alla Casa Bianca. I governi cambiano, i presidenti passano, ma il legame tra due nazioni sorelle resta. È un rapporto fondato sulla libertà, sulla sicurezza e su interessi comuni. Vicenza deve essere orgogliosa del proprio ruolo e deve avere l’ambizione di valorizzarlo. Mentre qualcuno resta fermo ai vecchi slogan, noi continuiamo a guardare alla realtà”.