Fine vita in Consiglio regionale del Veneto, Szumski (Resistere): “Caro Luca, tra vita e morte sempre viva la vita”

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Riccardo Szumski, capogruppo di Resistere Veneto in Consiglio regionale

Il fine vita che torna domani in Consiglio regionale del Veneto continua a tener banco nella politica e alle lettere e agli interventi del presidente dell’assemblea Luca Zaia replica oggi Riccardo Szumski.

Il consigliere regionale di Resistere Veneto lo fa, ovviamente, su posizioni contrarie, facendo richiamo alla sua professione di medico, noto a livello nazionale soprattutto per le sue posizioni critiche durante la pandemia di Covid-19.

Nelle ultime ore – come riportato da queste pagine – Zaia ha diffuso una lettera motivazionale sulla discussione che si aprirà domani a Palazzo Ferro Fini sulla proposta di iniziativa popolare sul suicidio assistito. “Chiedo un voto libero – ha detto – e auspico l’approvazione della legge“.

Fine vita in Consiglio regionale del Veneto, Szumski: “Caro Luca ti scrivo”

A lettera, dunque, Szumski risponde con lettera.

Eh no, caro Luca Zaia – scrivere il consigliere -, il Pdl sul suicidio assistito non è per niente un inno alla libertà e nemmeno una misura a favore dei malati che soffrono. D’altronde quelli che soffrono li hai abbondantemente dimenticati negli ultimi dieci anni di gestione della sanità veneta, per non parlare della speculazione giornaliera al tempo del Covid e della nessuna opposizione all’obbligo vaccinale ricattatorio per lavorare o fare sport.

Zero, nessuna battaglia per la libertà, per le cure precoci ai malati, contro il terrorismo sanitario. Assistere veramente chi soffre non è aprire il baratro, attraverso dei Lea sanitari, per minare la cosa più cara che un essere umano può volere: la vita. Chi soffre va aiutato, seguito, fatto sentire sempre importante, supportato non solo contro il dolore ma soprattutto contro le angosce. 

La coscienza – prosegue Szumski -, parlo da medico, deve essere sempre e soprattutto quella di sostenere la vita, relegando alla fase finale gli interventi per aiutare l’ultimo passo che, ad esempio, io ho praticato nella mia attività di medico di famiglia.

Il segnale da dare al Paese è molto diverso dal cupio dissolvi in cui tra vita, comunque sia, e morte si scelga la morte ammantandola di presunta libertà di scelta. Tra vita e morte sempre viva la vita“, conclude Szumski.